Sono stati tre giorni di rinascita quelli del “Festival a veglia, teatro del baratto“, che si è svolto a Manciano e ai Poderi di Montemerano dal 16 al 18 settembre.
Tre giorni di sogni di fine estate, ultima luna piena con spettacoli teatrali per piccole e grandi creature e attività olistiche che hanno richiamato pubblico scelto e interessato. Il pubblico, dai 6 mesi, il bimbo più piccolo in braccio alla mamma, ai 90 anni, ha dedicato questo tempo al proprio benessere totale, tra canti medicina con Aria Falco e Francesca Maria Salerno, danza medicina, con Shanti, e bagni sonori di campane tibetane, con Massimo Grieco. Presente come pubblico al festival anche il famoso regista e produttore cinematografico messicano/canadese Raoul Alvarez, regista del film “Rinascere nella terra”, che ha soggiornato per quattro giorni nel paese di Manciano, partecipando a ogni evento del “Festival a veglia”, che ha adorato per originalità e qualità, ammirando le bellezze del territorio, dove avrà in programma di fare sopralluoghi per un suo nuovo lavoro.
“Questo festival è stata un’esplosione di vitalità e di benessere – spiega la direttrice artistica e ideatrice del festival Elena Guerrini – e un cambiamento profondo co-creato da artisti e da un pubblico colto, vivace, curioso e attento. Benché il festival non si sia mai fermato nemmeno nei due anni di emergenza sanitaria, questi di settembre sono stati giorni di rinascita collettiva, di recupero del senso di comunità e di ospitalità cuore a cuore, andando con gli eventi nelle case e nei cortili. Il festival è tornato alle sue origini, le esperienze sono state tutte di altissimo livello sia come fruizione e pubblico attento, che come partecipazione numerica.
“Novità di quest’anno – continua Elena Guerrini -, oltre le già citate attività olistiche, sono stati i laboratori teatrali e di scrittura creativa condotti da me e da Giulia Giordano, in cui un gruppo di spettatori ha lavorato con il corpo, con la voce e con la musica, producendo performance e testi poetici nell’immediatezza. Presentazione di libro e dibattito a colazione alla trattoria il Rifugio con Giuseppe Orfino. Sono stati interessantissimi e partecipati anche i dibattiti dopo i film e gli spettacoli, intelligenze a confronto che hanno lasciato spazio alla parola e alla condivisione. Soprattutto dopo il film ‘Donne luce’ presentato dalla regista Macrina Binotti e offerto dalla Consulta per il sociale e per le politiche giovanili, che ringrazio per la cura con cui affronta i temi legati alla condizione femminile nel nostro territorio. Interessante anche l’esperimento del performer Federico Barsanti con uno spettacolo Jodorowskiano e psicomagico, in cui il pubblico era protagonista assoluto. “Signora Porzia ricette per la felicità’ e la presentazione del libro ‘Strategia poetica’, è stato magico lo spettacolo degli Equinauti, ragazze che girano con carrozze trainate da cavalli, che hanno fatto rivivere a Le Stanze la magia del teatro, incantando con storie, canti e tarocchi tutto il pubblico. La presenza dell’attore autore toscano Andrea Kemmerle ha riempito di umorismo e comicità la serata conclusiva del festival, sotto un cielo stellato, rasserenato e con il pubblico seduto in giardino tra gli olivi ai Poderi di Montenerano. Per bambini lo spettacolo ‘Una famiglia di Pinocchi’ del gruppo umbro Isola di confine. Spettacolo dove in scena c’era una intera famiglia di teatranti genitori e figli, spettacolo che ha fatto divertire e riflettere, ma soprattutto sognare in una atmosfera campestre a casa di Emo Rossi, tra alberi e tramonti, che ricordava l’ambientazione de ‘Il gabbiano di Checov’. Tutti i giorni sono stati arricchiti dalla presenza di operatori olistici e artisti, che lavorano sulla consapevolezza e sulla bellezza, e da pranzi e cene comunitarie per nutrire anche il corpo con cibi e vini offerti da produttori locali. Ogni anno, oltre al contributo del Comune per realizzare al meglio il festival, abbiamo l’aiuto da parte di privati: ristorante da Paolino, azienda le Macchie Alte, Quel che passa il convento, trattoria Il Rifugio, Ortofrutta Vichi, Vini Antonio Camillo, Capua Vinery, pizzeria Osee, pizzeria Doppio Zero, Osteria l’Orologio, macelleria I piaceri della Maremma, enoteca La torre, Bio bar il Covo dei briganti, Caseificio Sociale di Manciano, birreria agricola La Grada, Franchino garage, ristorante pizzeria Mastro Titta di Montemerano e i proprietari che hanno aperto case e cortili per ospitare il teatro, la stazione di servizio Kalor oil, Banca Tema, Andrea Arrighi psicoterapeuta, Network radio 2000. La direttrice organizzativa Giulia Giordano è stata felice di avere contribuito e comunicato online questo originale festival e tutto lo staff dell’associazione culturale Creature creative è già al lavoro per l’edizione 2023, che si svolgerà in due parti, in estate e in autunno, e con eventi teatrali anche durante l’anno”.
“Il ‘Festival a veglia, teatro del baratto‘ – spiega il consigliere delegato alla Cultura del Comune di Manciano, Luca Manini – è arrivato a Manciano e su tutto il territorio da molti anni e ha trasformato la visione di spettacolo. Il nostro ente crede in questo progetto che coinvolge l’intera comunità e che quest’anno è ritornato nelle case. Stiamo lavorando nella direzione di potenziare la cultura a 360 gradi“.

