Home Grosseto“No all’aumento delle bollette e alla legge Fornero”: Rifondazione Comunista scende in piazza

“No all’aumento delle bollette e alla legge Fornero”: Rifondazione Comunista scende in piazza

di Redazione
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Il Partito della Rifondazione Comunista organizza, per venerdì 11 e sabato 12 febbraio in piazza fratelli Rosselli, a Grosseto, due giornate di mobilitazione nell’ambito della campagna contro gli aumenti delle bollette e il ripristino della legge Fornero avviata nello scorso dicembre.

“Saremo presenti in decine di piazze in tutta Italia con i nostri striscioni, le bandiere e i volantini e una raccolta firme contro gli aumenti delle bollette e il carovita che colpiscono in modo durissimo i ceti popolari e i lavoratori italiani già stremati da salari e pensioni tra i più bassi d’Europa, spesso da fame, precarietà diffusissima e disoccupazione – si legge in una nota di Rifondazione Comunista -. Vogliamo dire basta a una rapina sistematica su salari e pensioni che oggi si avvale di un’inflazione al 4,8% per cento per scaricare sui lavoratori gli effetti nefasti delle liberalizzazione e della speculazione sui prezzi. Vogliono farci credere che gli aumenti delle bollette derivano dalla transizione ecologica, in realtà siamo di fronte al fallimento della liberalizzazione e della privatizzazione del settore energetico“.

“Ci mobilitiamo per pretendere che il governo intervenga immediatamente contro il caro bollette, bloccando gli aumenti come in Francia e in Spagna; tagliando i profitti delle grandi aziende che distribuiscono e vendono il gas e l’energia elettrica; colpendo la speculazione finanziaria sui meccanismi di formazione dei prezzi di gas ed elettricità; eliminando oneri di sistema obsoleti, dare finalmente un taglio ad accise, addizionali regionali e iva, tasse pagate in prevalenza dai ceti popolari – termina il comunicato -. Raccoglieremo anche le firme contro il ripristino della legge Fornero sulle pensioni, su cui proprio in questi giorni si discute nei tavoli tra Governo e sindacati, avanzando le nostre proposte per: la pensione a 60 anni o con quaranta di contributi; per le donne, pensione a 55 anni o 35 di contributi; non più pensioni sotto i mille euro; l’adeguamento integrale delle pensioni all’inflazione. Le firme raccolte verranno utilizzate per promuovere e sostenere ordini del giorno nei Consigli comunali e consegnate ai Prefetti per farle arrivare al Governo“.

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