“In questi cinque anni, l’amministrazione comunale con a capo il nobile Vivarelli Colonna, figlio del feudalesimo, non ha fatto altro che seguire pedissequamente i discorsi e le battaglie di Confindustria nazionale, attaccando ferocemente il reddito di cittadinanza, l’unico sostegno, imperfetto, al reddito attuale”.
A dichiararlo è Matteo Di Fiore, candidato a sindaco di Grosseto per Potere al Popolo.
“Non è il reddito di cittadinanza a compiere disastri, lo sono piuttosto le politiche che negli ultimi anni hanno demolito ogni diritto dei lavoratori: dal Governo Monti, passando per il Pd, arrivando al Governo gialloverde e Draghi, dove con lo sblocco dei licenziamenti migliaia di famiglie hanno perso l’unica fonte di reddito. Quello di Vivarelli è odio verso i precari, giovani senza prospettiva, ricattati da un mondo del lavoro che offre solo sfruttamento e nega l’emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, mentre il carovita tocca livelli altissimi – termina Di Fiore -. Rispediamo al mittente la vergognosa propaganda sulla pelle dei più deboli”.

