Il 14 ottobre, nella sala consiliare del palazzo comunale di Gavorrano, si è riunita la commissione per la salute pubblica, che ha richiesto un incontro con i vertici della Asl Toscana Sud Est sulla situazione del comune maremmano.
“Alla presenza del dottor Maurizio Spagnesi, direttore del Dipartimento prevenzione, e del dottor Paolo Piacentini, direttore dell’Uoc di epidemiologia, abbiamo chiesto ai medici di delineare lo ‘stato di salute’ di Gavorrano – spiegano il sindaco Andrea Biondi e il presidente della commissione, Giuseppe De Biase -. I tecnici hanno chiarito alcuni aspetti utili per la comprensione dei dati; il termine di paragone generalmente utilizzato è quello della Toscana che, in ambito nazionale, è una delle regioni con il miglior stato di salute. All’interno del territorio regionale occorre precisare che le province di Siena e Firenze sono quelle con la popolazione maggiormente ‘in salute’, sia come aspettativa di vita che per incidenza delle patologie; in questo contesto la provincia di Grosseto offre dati meno confortanti e Gavorrano, in particolare, presenta alcune criticità rispetto alla media regionale. Le patologie più frequenti sono quelle cardiache, respiratorie e circolatorie, soprattutto tra le donne. L’incidenza delle patologie tumorali invece è in miglioramento rispetto al decennio precedente. Piacentini ha sottolineato che la mortalità risente di molteplici fattori, come l’esposizione professionale, lo stile di vita, le condizioni ambientali per cui i dati sulla mortalità sono il prodotto di questi fattori nei decenni precedenti di vita della persona, ma soprattutto le problematiche vengono attribuite alle condizioni socio economiche di una parte della popolazione, che conduce ad un minore cultura della prevenzione ed ad un più basso accesso ai servizi di assistenza medica“.
“Sulla questione dell’acqua potabile, nonostante la tendenza diffusa di non bere l’acqua del rubinetto, nel territorio di Gavorrano questa problematica non è giustificata perchè l’acqua dell’Acquedotto è di buona qualità ed è sottoposta a numerosi controlli anche oltre il numero minimo imposto dalla normativa regionale – continuano Biondi e De Biase -. L’unica criticità era rappresentata dall’acqua proveniente dal pozzo San Giorgiol che presentava alcuni livelli piuttosto alti fino al 2001 quando venne installato un impianto per mantenere i valori sotto la soglia consentita. Sul polo industriale è stato rilevato che i dati delle centraline di Follonica e Scarlino sono entro i parametri, quindi la qualità dell’aria è complessivamente buona”.
“Il 30 ottobre abbiamo incontrato i dottori dell’Arpat di Grosseto – continuano Biondi e De Biase -. Le attività previste dal dipartimento sono: monitoraggio di corsi d’acqua, acque di transizione, laghi e corpi idrici artificiali per la determinazione dello stato di qualità ambientale. Monitoraggio dei corpi idrici superficiali interni per l’idoneità delle acque alla vita dei pesci. Controllo degli impianti di depurazione dei reflui urbani. Monitoraggio delle acque di balneazione, incluse le foci inquinate. Verifica e controllo dell’autocertificazione di ripristino delle zone contaminate; controllo dell’intero processo di indagine e di bonifica/messa in sicurezza (ivi inclusa la verifica degli accertamenti analitici effettuati dal proponente con controanalisi non inferiori al 10% dei campioni), un tema rilevante per il Comune di Gavorrano, in quanto sito ex minerario“.
“Anche da Arpat sono giunte parole confortanti sullo stato di salute dell’ambiente circostante del territorio di Gavorrano, approfondendo anche tematiche rilevanti per l’ambito sovracomunale del territorio delle colline metallifere e della zona nord della provincia di Grosseto – spiegano Biondi e De Biase -. Siamo soddisfatti del lavoro della Commissione consiliare per la tutela della salute pubblica, una delle poche esistenti nella nostra provincia, grazie alla quale si riescono ad approfondire in ambito istituzionale, con gli organi competenti, le tematiche di maggiore interesse, dando risposte alle legittime preoccupazioni provenienti dalla cittadinanza locale, senza strumentalizzazioni, nè verità sommarie“.
“Soprattutto grazie al lavoro della Commissione, composta sia dalle forze di maggioranza che di opposizione, è stata recentemente proposta all’approvazione dell’ultimo Consiglio comunale di Gavorrano una mozione con la richiesta specifica alla Regione Toscana di assumere la gestione diretta tramite Arpat delle centraline di monitoraggio dell’area presenti nel Comune di Follonica e Scarlino, dato che trattasi di postazioni di proprietà di Scarlino Energia, e gestite da un consorzio che vede la partecipazione delle altre aziende presenti nel polo chimico industriale della piana del Casone, ovvero Venator e Nuova Solmine – terminano Biondi e De Biase -. La richiesta che parte da Gavorrano, sperando nella discussione della stessa mozione anche nei prossimi Consigli comunali di Follonica e Scarlino, nasce dalla preoccupazione che tali centraline di monitoraggio siano dismesse visto l’incerto futuro di Scarlino Energia, oltre a ribadire il principio della divisione fra controllore e controllato, seguendo il principio di trasparenza a tutela della certificazione del dato trasmesso“.

