Home Colline MetallifereLa biblioteca itinerante va a casa dei lettori: successo per l’esperimento del Comune

La biblioteca itinerante va a casa dei lettori: successo per l’esperimento del Comune

di Redazione
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Si dice che se Maometto non va alla montagna è la montagna che va a Maometto.

E allora, se il lettore fatica ad andare in biblioteca, sono i libri che vanno da lui. È il caso della biblioteca “Carlo Mariotti” di Scarlino, fondata dalla Fratellanza Artigiana alla fine dell’Ottocento e dal 1983 struttura comunale. Una prestigiosa istituzione culturale che da alcuni anni sta sperimentando la versione “circolante”, ovvero una specie di prestito a domicilio, non direttamente nelle case dei cittadini, ma in alcuni punti di aggregazione scelti dagli operatori con una attenta pianificazione.

Questo sistema era in vigore in passato – spiega il sindaco Marcello Stella, noi lo abbiamo riformulato nella moderna versione 2.0, per rendere più facile l’accesso al prestito dei libri e alla lettura. Che è anche un modo per far crescere il numero di utenti della nostra biblioteca, promuoverla, farla conoscere a vecchi e nuovi residenti, turisti e persone che si trovano temporaneamente a Scarlino“.

Il sistema è semplice: i servizi bibliotecari vengono decentrati attraverso la rete informatica, mentre il prestito fisico avviene inviando un operatore con un trolley pieno di libri da distribuire e mostrare al pubblico, nei punti strategicamente individuati. Le caratteristica principale della biblioteca circolante è, ovviamente, l’assenza di una sede fissa e la ricerca di varie sedi che siano già di per sé un punto di aggregazione.

La sperimentazione del progetto – aggiunge Stella è stata avviata pensando inizialmente ai più piccoli. I risultati sono stati così incoraggianti da spingerci ad andare avanti individuando nuovi punti di aggregazione dove far circolare libri e cultura. E quanto accaduto il 25 aprile dimostra che di cultura, educazione e formazione civica ce n’è davvero bisogno. È preciso dovere di ogni amministratore favorire anche attraverso piccole iniziative come queste la diffusione e la fruizione del sapere“.

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