Home Grosseto“Una donna chiamata Rivoluzione”: il libro su Rosa Luxemburg presentato a Grosseto

“Una donna chiamata Rivoluzione”: il libro su Rosa Luxemburg presentato a Grosseto

di Redazione
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Sabato 30 marzo, alle 18, al Capannone, in viale Europa 65, a Grosseto, nuovo appuntamento con “La cultura della politica … la politica della cultura”, con un omaggio a Rosa Luxemburg.

Nel corso dell’iniziativa, sarà presentato il libro “Una donna chiamata Rivoluzione. Vita e opere di Rosa Luxemburg”, del saggista Sergio Dalmasso. Introdurrà l’evento Adriano Poletto

Rosa Luxemburg, una donna rivoluzionaria che può unificare la sinistra, torna di attualità – si legge in un comunicato di Rifondazione Comunista -. Malgrado le sue opere siano tra i classici fondamentali del marxismo e la sua vita un esempio di coerenza e coraggio impossibile da mettere in discussione, i libri di Rosa Luxemburg restano misconosciuti e la sua eredità a dir poco problematica“.

“Ma chi era Rosa Luxemburg? Quali furono i luoghi in cui avvenne la sua formazione giovanile, quali le temperie culturali che agitarono il suo tempo, chi i suoi inseparabili compagni di strada e chi, al contrario, i suoi principali avversari politici – continua la nota? In modo agile e documentato, Sergio Dalmasso ricostruisce con la mente e con il cuore la storia di Rosa Luxemburg, la sua inesauribile battaglia contro il riformismo e la sua inesorabile opposizione al processo di burocratizzazione a cui nessuno struttura può dirsi immune. Allo stesso modo, nelle pagine del libro, scorre l’epopea della Lega di Spartaco e concorrono al racconto personaggi fondamentali, da Karl Liebknect a Leo Jogiches, da Clara Zetkin a Franz Mehring. Insieme a loro, ecco il dissenso da Lenin sulla questione del partito e dell’organizzazione, la lotta contro la guerra e l’opposizione al cedimento della socialdemocrazia tedesca ed europea, gli anni del carcere, la tragica sconfitta del tentativo rivoluzionario e, infine, l’assassinio del gennaio 1919: una perdita di portata epocale per tutta la storia futura del movimento operaio“.

L’autore Sergio Dalmasso è nato a Boves, in provincia di Cuneo, nel 1948; è impegnato in politica fin dai tempi della scuola superiore e del Movimento studentesco. Militante del Pdup e, in seguito, di Democrazia Proletaria, è stato segretario provinciale di Rifondazione Comunista dal 1991 al 1995 e dal 2003 al 2005. Parallelamente, come presidente del Cipes di Cuneo, porta avanti un’intensa attività di studio e divulgazione della storia e della cultura del movimento operaio. Tra le sue pubblicazioni, per Red Star Press, il volume “Lelio Basso. La ragione militante: vita e opere di un socialista eretico” (2017).

Il libro

Era il 15 gennaio del 1919 quando i soldati dei Freikorps, la soldataglia al soldo del governo socialdemocratico di Friedrich Ebert, si gettarono come sciacalli su Rosa Luxemburg, facendo scempio del suo corpo, ritrovato solo diversi mesi dopo il rapimento. Si concludeva così l’esistenza terrena di una grande rivoluzionaria: figura di primissimo piano del movimento operaio nonché interprete, per molti versi mai superata, del pensiero marxista e della democrazia proletaria.

Di origini polacche, colpita durante l’infanzia da una malattia che l’avrebbe costretta a zoppicare per tutta la vita, Rosa Luxemburg aveva scelto il campo della sovversione dell’ordine costituito da industriali, proprietari terrieri, sbirri e teste coronate quando frequentava ancora il liceo a Varsavia, dove le veniva negata la medaglia d’oro a cui avrebbe avuto diritto in virtù della sua vivissima intelligenza e grande preparazione “a causa del suo atteggiamento ribelle nei confronti dell’autorità”. Un atteggiamento che, nel corso degli anni, non avrebbe fatto altro che crescere in qualità e in intensità.

Vuoi grazie alla redazione di autentici capolavori di analisi politica, da” L’accumulazione del capitale” a “Riforma sociale o rivoluzione?”, vuoi per una militanza indefessa e appassionata, che la vide in prima linea nella battaglia contro il riformismo e, conseguentemente, tra i fondatori della Lega Spartachista e quindi del Partito comunista di Germania. Portatrice di una visione che affidava le sorti dell’umanità intera al protagonismo delle masse, non volle fare neppure un passo indietro quando le sorti dell’insurrezione tentata a Berlino nel gennaio del 1919 volsero al peggio. Quindi nulla fece per sfuggire ai suoi assassini che, uccidendola, non riuscirono però a far tacere la sua voce che, più attuale che mai, continua a parlare a chiunque, con il passare del tempo, continuerà a schierarsi dalla parte dei molti.

Il libro di Sergio Dalmasso è presentato nell’ambito della Festa del tesseramento 2019 del Partito della Rifondazione comunista.

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