“A Grosseto ipotesi di tagli sui servizi sanitari pubblici e questa volta la colpa sarà dei cittadini. Quello che il Pci sosteneva fosse in atto, ossia il taglio della chirurgia di urgenza, sembra sarà riproposto in un modo più delicato, ma la conclusione – dichiarano le segreterie del Pci di Grosseto e dell’Albegna – sembra si stia avviando a realizzazione“.
“Infatti, le voci arrivate alla Federazione del Pci e alle sezioni dell’area Albegna sono allarmanti e danno notizie che parlano di un’ipotesi fatta dalla direzione generale, dalla quale nel presidio ospedaliero di Orbetello sarà avviata una procedura con la quale si opererà solo dal lunedì al venerdì mattina, inviando i pazienti urgenti che hanno bisogno di interventi nel presidio di Grosseto. Naturalmente al momento è solo un’ipotesi aziendale, ma che conferma quanto previsto nel piano attuativo aziendale – commentano le segreterie del Pci –, i cui risultati sembra che saranno valutati dopo un periodo relativamente lungo, mentre il modello probabilmente potrebbe essere esteso anche nell’ospedale di Massa Marittima“.
“Il commento delle segreterie di Grosseto e delle Colline dell’Albegna si spinge ad un’analisi di quello che si prospetterà ed è evidente che questa operazione porterà chi si dovrà ricoverare per un intervento a fare i suoi conti e i più, come normale conseguenza, sceglieranno di ricoverarsi subito a Grosseto per evitare rischi dovuti all’interruzione del fine settimana – continua la nota -. La conseguente diminuzione di richieste di interventi chirurgici farà abbassare le statistiche delle prestazioni che parleranno e diranno che è l’utente che si sposta a Grosseto e quindi, nella fase successiva, resteranno ai due presidi i soli interventi ambulatoriali di impatto relativo in termini di rischi clinici. Questo farà in modo che saranno proprio i cittadini i primi responsabili del ridimensionamento delle chirurgie, perché a rigor di logica come si fa a tenere aperte attività che hanno ricoveri bassi? Non è conveniente e mette a rischio l’incolumità degli utenti per cui meglio ridimensionare e trasferire a Grosseto le altre attività. Questi sono i giochi che, giorno per giorno, mettono in ginocchio il sistema pubblico, mortificano i professionisti, penalizzando i cittadini, ma fanno risparmiare tanti soldi, perché ormai la sanità si misura sulla base dei maggiori risparmi e non di produzione di benessere e salute”.
“Ma siamo sicuri – concludono dal Pci – che la politica e la direzione aziendale ci rassicureranno promettendo nuovamente l’apertura delle case della salute a Pitigliano, Manciano e Orbetello, che non si sa cosa faranno, ma serviranno a tappare la bocca a tutti e soprattutto a chi proverà a dire che le cose non funzionano. Attendiamo che i sindaci dei rispettivi territori che spaziano politicamente da destra a sinistra si muovano, vediamo se sulla salute sono in grado di compiere quello sforzo unitario che possa tutelare i servizi e garantire la sanità nei due presidi ospedalieri importanti per tutti i cittadini della provincia di Grosseto“.

