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CineVisioni : la recensione di Il mistero della casa del tempo

di Luca Ceccarelli
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In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

1955. A seguito della morte dei genitori, il giovane Lewis Barnavelt si trasferisce da New York all’immaginaria cittadina di New Zebedee, a casa dello zio Jonathan Barnavelt, che si rivela subito molto eccentrico. Anche la casa gli appare molto inquietante ed è piena di orologi. Qui Lewis fa la conoscenza della simpatica vicina dello zio, la signora Florence Zimmerman, che lo aiuta spesso.

Col passare dei giorni, Lewis inizia a notare strani fenomeni avvenire all’interno della casa, quali finestre a vetri colorati che cambiano e mobili che si muovono. Nella nuova scuola viene ignorato e umiliato da tutti i compagni, salvo Tarby, un ragazzino che gli è temporaneamente amico. Una notte Lewis si sveglia e segue lo zio, che ha in mano un’ascia. Pensando che lo zio voglia ucciderlo, scappa terrorizzato, ma Jonathan lo rassicura, spiegandogli infine la verità. Gli dice di essere uno stregone, buono ma poco abile e che anche la signora Zimmermann è una strega, più brava di lui ma che ultimamente sembra aver perso potere. Il precedente proprietario della casa, Isaac Izard, un suo vecchio collega, era a sua volta uno stregone…

La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo La pendola magica del 1973 scritto da John Bellairs ed illustrato da Edward Gorey. La regia di Il mistero della casa del tempo è affidata a Eli Roth, regista apprezzato dagli appassionati di horror per lavori come Cabin Fever ed i due episodi di Hostel. In questo caso gli vengono affidati 42 milioni di dollari, oltre alla presenza nel cast di star affermate come Jack Black e Cate Blanchett. Non manca neanche un personaggio (Isaac Izard) interpretato da Kyle MacLachlan.

La pendola magica è un romanzo per bambini ed in questo target si inscrive Il mistero della casa del tempo. L’impressione è fin da subito quella di un prodotto pensato per uscire in occasione di Halloween (negli USA è uscito in effetti a settembre, in Italia esattamente il 31 ottobre), in modo da cavalcarne la scia. Il mix è quello visto molte altre volte: attori conosciuti e graditi alle famiglie, un po’ di humour e palesi riferimenti ad altre fortunate saghe come Harry Potter. A questo si aggiunge un gran lavoro sull’atmosfera, barocca con tratti cyberpunk e sui costumi.

I protagonisti fanno valere mestiere ed esperienza, riuscendo a riempire la scena con la loro presenza , ma il vero problema di Il mistero della casa del tempo è una sceneggiatura assolutamente non all’altezza. Ci si ritrova per una buona metà del film ad annoiarsi pesantemente, vanificando la cura dei dettagli descritta in precedenza.
Inoltre si ha la netta sensazione che la mano di Eli Roth non abbia per nulla fatto bene al film, che presenta qua e là sequenze che posso incutere un po’ di sgomento agli spettatori più piccoli.

Il regista ha voluto riproporre una sua classica ricetta annacquandola quanto basta, gli sceneggiatori hanno messo insieme un po’ di pezzi svogliatamente, gli attori hanno cercato di salvare il salvabile. Una situazione tutt’altro che rosea, che fa naufragare un film che, altrimenti, poteva essere godibile. Non che sia da buttare, ma il vero mistero del tempo saranno i 105 minuti che conterete, in gran parte divorati dalla noia.

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