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Protesti in calo a Grosseto nel 2017

di Redazione
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In calo i protesti elevati sul territorio, sia nel numero sia nel valore complessivo. Anche se sostituiti da nuovi e più agevoli metodi di pagamento e credito, i protesti levati in un territorio continuano a rappresentarne un valido indice di solvibilità.

Il Centro Studi e Ricerche della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, nell’ambito della più ampia e periodica analisi sul sistema del credito nelle province di Grosseto e Livorno, ha effettuato un approfondimento sull’andamento dei protesti nel decorso 2017. Questo approfondimento, scaricabile nella versione integrale dal sito camerale, anticipa di qualche settimana il consueto “appuntamento” con l’analisi del sistema creditizio nella prima metà del 2018.

I protesti (cambiale, assegno e tratta) sono strumenti che hanno ormai progressivamente perso la valenza che avevano in passato, in quanto sostituiti da nuovi e più agevoli “metodi” di pagamento e credito, quali, ad esempio, pagamenti online, credito al consumo e cessione del quinto. Ciononostante, l’insieme dei protesti levati in un territorio continua a rappresentare un indice del livello di solvibilità del territorio stesso, di fatto un vero e proprio “indicatore di crisi”.

Nel corso del 2017, i protesti levati in Toscana sono stati poco più di 27 mila, per un importo totale che supera i 37 milioni di euro. Come accade ormai da qualche anno, risultano in netta diminuzione tendenziale sia il numero, sia il valore. La flessione del numero degli effetti protestati è fenomeno comune a tutte e dieci le province toscane; anche l’importo totale diminuisce ovunque, ad eccezione di Arezzo e Prato.

In provincia di Grosseto sono stati levati circa 1.900 protesti, per un importo totale di oltre 2,2 milioni di euro; valori in forte decrescita rispetto all’anno precedente, rispettivamente -13,5% e -24,6%. L’importo medio per protesto ha sfiorato i 1.200 euro, cifra inferiore di oltre il 10% alla media toscana (1.379 euro). Il numero di protesti levato in Maremma rappresenta il 7% del totale regionale; parimenti contenuta è anche l’incidenza dell’importo, che contribuisce appena con il 6% al risultato regionale.

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