“Mai più storie come quelle dell’allevatore Giacomo Franceschelli che a causa delle predazioni ha perso più di 400 pecore, subendo danni per circa 300mila euro“.
A dichiararlo è Olga Ciaramella, candidata capolista al Senato per Noi con l’Italia-Udc nel collegio plurinominale Toscana 2
“Il problema degli attacchi alle greggi è una delle criticità che ho continuato a seguire durante la mia campagna elettorale come candidata al Senato – spiega Olga Ciaramella -. Ho ascoltato storie, studiato i provvedimenti presi e le ricerche fatte, e oggi più che mai posso dire che il Governo, di qualsiasi coalizione, dovrà occuparsi urgentemente del problema con azioni concrete per la difesa di questo comparto“.
“La storia di Giacomo Franceschelli, allevatore del Monte Labro, è l’esempio di quello che nel nostro Paese non deve mai più accadere – sottolinea la candidata -. Imprese come quella del Podere Le Vene devono essere tutelate e non portate alla deriva come purtroppo sta accadendo all’azienda agricola di Franceschelli. Servono azioni, anche rigide, che sollevino le sorti degli allevatori maremmani, risorsa inestimabile per la nostra terra, sia a livello economico che paesaggistico. Dobbiamo liberare il territorio dai predatori, portandoli in altri luoghi più consoni. Franceschelli ha subito danni per circa 300mila euro, ha perso centinaia di pecore, rimaste vittime delle predazioni. Ha deciso di non pagare più le tasse da tempo, perché non riesce a rispettare le scadenze imposte dal fisco. Si è trovato di fronte a una scelta: dare da mangiare alla sua famiglia o pagare lo Stato. E ha preferito i suoi cari. La sua storia inizia da lontano, dagli anni Novanta, quando nella zona in cui ha sede la sua azienda di allevamento di ovini e bovini venne istituita una riserva naturale“.
“All’epoca fu creato uno spazio dove venivano tenuti dei lupi – spiega Franceschelli –: da quel momento sono iniziati gli attacchi alle mie greggi. In quel periodo non si parlava di risarcimenti e non potevamo neppure stipulare assicurazioni perché il rischio era considerato troppo alto. Dal 2010 al 2015 ho perso 400 pecore, tra capi predati e spariti. Gli animali sono stressati e non producono più latte come una volta. Negli ultimi due anni i disagi sono continuati e, nonostante abbia 20 cani da guardiania, non riesco a contenere i danni delle predazioni. I risarcimenti non arrivano e non bastano a coprire le spese che dobbiamo affrontare. Ai 300mila euro di danni si aggiungono le spese per il mantenimento dei cani e per curare i miei animali. Agli allevatori servono risposte immediate: non possiamo e non posso più aspettare, la situazione è diventata insostenibile. Sto perdendo tutto quello che avevo, sono alla deriva e come me tanti altri colleghi“.
“Sono anche storie come quella di Giacomo Franceschelli che sostengono la mia scelta di candidarmi al Senato per Noi con l’Italia-Udc: voglio andare a Roma per portare nei palazzi che contano le ragioni della mia terra, per tutelare gli allevatori, per trovare soluzioni che diano respiro a queste aziende dimenticate anche da una Regione matrigna che ha le competenze, ma non le conoscenze sui territori che governa – termina Olga Ciaramella -. Voglio andare a Roma perché credo che le istituzioni debbano innanzitutto tornare a essere punti di riferimento per chi si trova in difficoltà e non nemiche contro cui combattere“.

