“Il fascismo è un abominio di fronte al quale non si può essere neutrali, se non si è contrari si è a favore“
E’ iniziato così l’intervento del coordinatore provinciale della campagna elettorale di Liberi e Uguali, Luca Alcamo, all’iniziativa “L’antifascismo nei partiti e nella società” che ha avuto luogo nella sala del consiglio comunale ieri e che ha visto alternarsi gli interventi di Catia Sonetti, direttrice dell’istituto storico della resistenza e della storia contemporanea di Livorno e candidata al collegio uninominale del Senato, e Alessandro Brunini, candidato all’uninominale della Camera dei deputati.
Proprio Brunini, nel suo intervento, ha stigmatizzato l’atipicità dell’incontro.
“Questa non è – dichiara il candidato grossetano – un’iniziativa elettorale, ma un momento di lotta contro il fascismo e, come tale, deve vedere tutte le forze politiche democratiche dalla stessa parte“.
Catia Sonetti ha concentrato il suo intervento sull’importanza della testimonianza, “concetto estremamente caro ai cattolici, ma che ben si adatta anche ad una laica battaglia di civiltà come quella contro chi si dichiara erede di una delle più nefaste dittature della storia“.
“Il fascismo – ha dichiarato Sonetti – è stato il ‘padre’ del nazismo, Hitler considerava Mussolini il suo maestro. Descrivere lo stesso Mussolini come qualcuno che ha in qualche modo subìto le decisioni tedesche è un alibi che non va concesso. Il Paese che ha inventato ed esportato il fascismo ha la responsabilità storica di vigilare, specialmente in una fase nella quale la pesante crisi economica in corso ormai da dieci anni crea insicurezze e paure alle quali si può essere tentati di reagire mettendo in campo soluzioni semplici, ma sbagliate, come quella neofascista“.
“C’è un grande lavoro culturale da fare – ha aggiunto Alcamo –, ma non possiamo limitarci soltanto a questo. Negli ultimi anni i partiti di destra e di sinistra hanno tolto l’antifascismo dal loro campo di interesse, lasciando colpevolmente sole le associazioni ad occuparsene. Ma quando, negli anni ’91 e ’92, il Paese dovette fronteggiare un’ondata di violenza neofascista con il fenomeno dei così detti naziskin fu proprio la risposta unanime e pronta di tutti i partiti politici che permise di arginare il problema. È essenziale dunque che l’antifascismo torni anche questione partitica“.
“Abbiamo scelto di spostare l’incontro nella sala del consiglio comunale per dare un esempio, e speriamo che sia seguito. Io sarò in prima fila a seguire iniziative di qualunque partito e di qualunque candidato mi inviterà per parlare di antifascismo in questa stanza – ha chiosato il coordinatore – perché su questo argomento riformare l’arco costituzionale è una tappa essenziale per contrastare la deriva del nostro Paese“.

