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Scuola di Ribolla, Insieme per Roccastrada: “Dal Comune giustificazioni irrisorie”

di Redazione
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Come Insieme per Roccastrada riteniamo la scuola di Ribolla non a norma, condividiamo quanto affermato dalla Corte Suprema, confermiamo il rispetto per le decisioni dei giudici qualunque esse siano; ma non condividiamo quanto letto nella stampa locale in merito alla tesi difensiva del sindaco Limatola attraverso i propri legali“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Moreno Bellettini e Simonetta Baccetti, del comitato Insieme per Roccastrada.

“Tralasciando di rimarcare quanto speso negli anni dal Comune di Roccastrada per incapacità procedurali o priorità date ad investimenti inutili, lasciando indietro l’intervento doveroso sulla scuola di Ribolla. entrando nel merito di quanto letto sulla difesa di Limatola si evidenziano immediatamente giustificazioni e prese di posizione a nostro avviso irrisorie – continua la nota –: si afferma che non ci sono responsabilità omissive, ma caso mai ‘mere inerzie nel procedere’?? Si afferma che non ci sono soldi per fare gli interventi, che il Comune non è rientrato nel bando di finanziamento per la costruzione di nuove scuole, si mette in evidenza che nel piano triennale delle opere pubbliche di Roccastrada è stato inserito il progetto di una nuova scuola a Ribolla, confermando implicitamente che la attuale non è idonea, altrimenti perchè farla una nuova?“.

“Ma si ribadisce che il Comune non ha soldi per realizzarla, vanificando le promesse fatte ai cittadini e l’inserimento del progetto nel piano delle opere pubbliche. Continuando a leggere si dichiara, come se fosse una giustificazione a non intervenire, che non solo la scuola di Ribolla non è a norma, ma molti edifici pubblici non lo sono, come dire in tanti non rispettano le normative perciò lo possiamo fare anche noi – sottolinea il comunicato -. Continuano nel ribadire che lo scostamento è minimale ‘una modesta inadeguatezza’. Fanno presente che a febbraio è attesa un testo aggiornato dove si chiarirà che per gli edifici scolastici è obbligatorio, ma anche sufficiente raggiungere un livello di sicurezza inferiore a quello previsto oggi. In pratica la tesi difensiva di Limatola spera in un cambio della normativa che abbassi il limite della sicurezza, magari retroattivo. Viceversa nelle zone terremotate dell’Aquila e del centro Italia i genitori e i cittadini auspicano un innalzamento delle soglie di sicurezza per tutelare i loro figli e la incolumità pubblica“.

“Una tesi difensiva portata avanti dal Limatola in perfetto stile centro sinistroso, già sperimentato sulle spalle dei cittadini nel varare leggi svuota carceri, perchè non ci sono soldi per costruirne nuovi – termina Insieme per Roccastrada -. Come cittadini italiani, prendiamo ad esempio i Comuni virtuosi che hanno investito prioritariamente sulla sicurezza dei loro figli, auspichiamo un inasprimento delle normative sulla sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici e nom tentativi di convenienza temporale per cambiare in peggio le normative esistenti“.

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