Home Colline MetallifereFalusi, il Pci: “No alla privatizzazione, noi al fianco dei lavoratori”

Falusi, il Pci: “No alla privatizzazione, noi al fianco dei lavoratori”

di Redazione
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Con l’assetto organizzativo imposto dalla Regione Toscana con la costituzione di un’unica Azienda Asl di area vasta tra le provincie di Arezzo – Grosseto – Siena e l’ipotesi di rideterminazione delle zone – distretto, seppur ad oggi congelata, con la quale si prospetta una diversa allocazione in zone di maggior consistenza territoriale e demografica dei singoli Comuni, si aprono scenari preoccupanti che non riguardano la sola tenuta del sistema sanitario ospedaliero, ma anche della rete di servizi socio – sanitari e socio – assistenziali che rappresentano un anello importante nel welfare dei cittadini“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Marco Barzanti, segretario provinciale del Pci, e Luciano Fedeli, responsabile provinciale del settore welfare e sanità del Pci.

“Il Partito Comunista Italiano è allarmato e contrario a processi che hanno una visione che non ponga come priorità la centralità del cittadino, dei suoi bisogni di salute e di un’offerta nel rispetto della dignità della persona e del lavoro, che allontani i centri di governo e gestione, rischiando il depotenziamento dei servizi – spiega il comunicato -. Il Partito Comunista ritiene invece che la tutela della salute passi attraverso processi di partecipazione attiva delle parti sociali, della cooperazione e di tutti i soggetti che abbiano a riferimento gli standard qualitativi espressi dalle norme di riferimento, compresi i diritti dei lavoratori e la sostenibilità dell’offerta per i cittadini. Solo tenendo presenti questi riferimenti si può costruire un sistema di tutela della salute nel rispetto dei principi costituzionali, ispirato ai valori di equità, accesso e universalità con servizi efficienti ed efficaci per gli assistiti e per i lavoratori“.

“In questo contesto, l’Asp Istituto Falusi di Massa Marittima rappresenta quel riferimento pubblico nel quale si coniugano qualità dei servizi e tutela del lavoro ed è, in ambito non solo provinciale, eccellenza unica per la maturata esperienza storica, per il rispetto della dignità della persona, degli standard di qualità dei servizi e delle tutele dei lavoratori – sottolineano gli esponenti del Pci -. Il Pci ritiene che questi siano motivi per i quali l’istituto debba rappresentare riferimento per una buona gestione dei servizi ed ampliare la propria attività sul territorio. Il Falusi ha iniziato un percorso che non lo caratterizza solo come casa di riposo, ma lo ha proiettato e lo deve ulteriormente lanciare verso la gestione di tutte le prestazioni connesse alla residenzialità, al fondo non autosufficienza, ai servizi socio – assistenziali perché è radicato sul territorio, vicino ai cittadini e alle amministrazioni locali e ha maturato un’esperienza sufficiente affinché possa essere il gestore unico di tali processi. La sede storica dovrà per questo mantenere la propria strutturazione pubblica nella gestione dei servizi, perché ogni processo di privatizzazione porterebbe ad inibire il riferimento di qualità che rappresenta“.

“Secondo il Partito Comunista l’istituto, attraverso la presa in carico di ulteriori servizi, potrà proporsi come modello innovativo con azioni che consentano di superare le difficoltà, comprese quelle dei lavoratori, e proporre sistemi di flessibilità del personale su altri servizi alla persona, con un impatto meno pesante su chi si è impegnato negli anni in un ambito lavorativo usurante per il grande impatto fisico ed emotivo che sono richiesti – termina il comunicato -. È per questo che il Partito Comunista esprime la propria contrarietà rispetto ad ogni ipotesi di privatizzazione e sarà a fianco dei lavoratori nella battaglia annunciata contro chi vuole annullare non solo la storia di un’importante istituzione, ma la certezze presenti e future per cittadini e lavoratori riguardanti la qualità dei servizi e le tutele dei diritti sul lavoro che sono i valori che caratterizzano identità e dignità di una comunità“.

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