In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Codice Unlocked racconta la storia dell’agente della CIA Alice Racine (Noomi Rapace). Durante un interrogatorio serrato, riesce a estorcere al prigioniero, un corriere che lavora per una cellula terroristica, preziose informazioni riguardo un imminente attacco a un obiettivo americano nel Regno Unito. Solo dopo aver riferito i delicati risultati dell’interrogatorio a Frank Sutter (Matthew Marsh), uno dei responsabili dell’operazione, si rende conto di aver commesso un errore madornale: se Sutter è una talpa come crede, si è resa involontariamente complice dei terroristi fornendogli le informazioni necessarie a realizzare l’attentato. A questo punto per Alice inizia una corsa contro il tempo, lei è la sola che può fermare l’attacco biologico che sta per colpire Londra.
Sin dall’inizio, Codice Unlocked sembra la brutta (bruttissima) copia di uno dei film della saga Bourne. Troppe le similitudini e nessuno sforzo di originalità. Tuttavia, anche grazie alla buona interpretazione di Noomi Rapace, la prima mezz’ora di film scorre senza particolari intoppi. Sia chiaro, il film è incapace di offrire di più di quanto si possa vedere in una serie TV di medio pregio, ma se si è di bocca buona il tutto rimane godibile.
I cameo di Michael Douglas, Toni Colette e John Malkovich aggiungono un po’ di sale alla mistura insipida.
Poi appare sullo schermo Orlando Bloom, con il suo improbabile personaggio, e le cose si complicano. L’attore inglese accoppia al suo traballante ex-militare Jack una interpretazione della quale non potrà certo andare fiero: Bloom risulta costantemente fuori luogo, per nulla convincente.
Del resto, la definizione dei personaggi è minimale, l’approfondimento degli stessi assolutamente inesistenti. Gli interpreti sono chiamati, senza grande successo, a dare spessore a figure che non ne hanno affatto.
Michael Apted, che è stato regista anche di 007 – Il Mondo Non Basta, sa come si girano delle scene d’azione e riesce con mestiere a regalarne di buone anche in Codice Unlocked. Ma il gioco si ferma lì, per i succitati evidenti buchi di sceneggiatura e nonostante le scene riprese in una Londra sempre splendida, sebbene con una discutibile scelta di fotografia che la rende grigia ed un po’ inquietante.
Codice Unlocked è una spy story sin troppo classica, senza guizzi e che potrà causare più di uno sbadiglio. Peccato, perché con gli ingredienti a disposizione si poteva confezionare un film capace di coniugare azione ed analisi di un momento storico chiave e delicatissimo.

