Da questa mattina, a partire dalle 5, 50 militari dei Comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Grosseto sono impegnati nell’esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale finalizzata al sequestro preventivo di beni mobili e immobili, emessa dal Tribunale di Grosseto, nei confronti di 13 persone appartenenti alla famiglia Alasia.
Il sequestro è stato emanato ai sensi del cosiddetto Codice antimafia, il quale estende la disciplina delle misure di prevenzione in materia di criminalità organizzata anche alle persone socialmente pericolose.
Il provvedimento, il primo di questo tipo in provincia di Grosseto, scaturisce dagli accertamenti di carattere patrimoniale, avviati dalla Procura della Repubblica di Grosseto e condotti dal Nucleo investigativo dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, volti a dimostrare il riutilizzo dei proventi dell’attività illecita messa in atto dagli Alasia per l’acquisto di beni mobili e immobili: abitazioni, auto, preziosi e denaro in contanti.
Le indagini patrimoniali rappresentano l’ulteriore sviluppo delle indagini che il 31 marzo 2016 hanno consentito l’esecuzione di misure cautelari personali nei confronti di 16 membri della famiglia Alasia, tutti gravati da precedenti penali specifici in materia di reati contro il patrimonio, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazioni ed esercizi commerciali, aggravati per la violenza sulle cose e l’uso occasionale di minori, commessi a Grosseto e in provincia e in Sardegna tra il 2010 e il 2015.

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