Martedì scorso i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Follonica e della tenenza di Massa Marittima, hanno eseguito l’ordinanza con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto, su richiesta della Procura, ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di due pregiudicati locali: un uomo di 38 anni nato a Massa Marittima ed un uomo di 61 anni nato a Roccastrada.
Il provvedimento cautelare nei loro confronti è stato disposto all’esito delle indagini iniziate a giugno, in seguito a due incendi dolosi di campi coltivati a Massa Marittima, di proprietà di una famiglia di agricoltori locali, che provocarono la distruzione di svariati ettari di grano e numerose piante di olivo, procurando alle vittime un rilevante danno economico.
L’attività investigativa, grazie anche alla visione di alcune telecamere di videosorveglianza poste nella zona, ha consentito di documentare il passaggio di un’auto in uso al trentottenne in orario compatibile con gli incendi. Inoltre, ascoltando le vittime, ai militari era apparso chiaro anche il movente della ritorsione all’origine dell’azione criminale. L’arrestato infatti, si era reso responsabile di reiterati episodi di pascolo abusivo in terreni privati, in seguito ai quali, un agricoltore locale aveva sporto una querela ai carabinieri di Massa Marittima. Avuta notizia della denuncia nei suoi confronti, l’uomo aveva ripetutamente minacciato gli esponenti della famiglia “rivale”, al fine di costringerli a ritirare la querela, arrivando anche ad affermare che in caso contrario “avrebbe dato fuoco a tutto”.
Ulteriori accertamenti hanno consentito di individuare nell’uomo l’ideatore ed il mandante degli incendi e nell’amico l’esecutore materiale.
I due inoltre si erano resi responsabili, dopo la commissione degli incendi, di un altro grave episodio di intimidazione nei confronti di un membro della famiglia dell’agricoltore.
La vittima, mentre era intenta a lavorare nei campi con il trattore, era stata minacciata con una roncola ed aggredito con lancio di sassi, che finivano per danneggiare il parabrezza del mezzo.
L’esecuzione della misura restrittiva è stata accompagnata da perquisizioni personali e domiciliari, che hanno consentito di rinvenire nella disponibilità del sessantunenne un’auto e del trentottenne una moto (nella foto in basso), entrambi con numero di telaio abrasi. Per questi ultimi reato sono in corso accertamenti finalizzati ad individuare la possibile provenienza illegale dei mezzi.
Gli arrestati sono stati condotti nella casa circondariale di Grosseto.


