“Il ricorso continuo ad argomentazioni revisionistiche e la diffusione di espressioni e dichiarazioni di marca palesemente fascista non possono non preoccupare”.
A dichiararlo, in una lettera aperta, è Luca Verzichelli, presidente dell’Isgrec di Grosseto.
“Intanto, si tratta di manifestazioni che negano i valori fondativi della democrazia – spiega Verzichelli -. In una fase di serrato confronto politico durante il quale, proprio grazie al sacrificio di chi la democrazia l’ha costruita, possiamo esprimerci sull’adattamento di alcuni importanti comandamenti contenuti nella nostra carta, a Grosseto come altrove tornano a farsi sentire le cupi espressioni del revisionismo spicciolo: a chi va in giro a dire ‘Sono fascista, e allora?’ dobbiamo sapere che si deve rispondere con la stessa assertività ‘Allora sei fuori della Costituzione e sei fuori delle istituzioni democratiche’. Senza scadere in polemiche. Ma senza esitare”.
“Oltre ai toni di tali manifestazioni, preoccupano anche i modi: le odiose affermazioni di spregio nei confronti delle vittime dell’Olocausto e della Resistenza; le valutazioni un tanto al chilo sul peso della storia; le provocazioni affidate al linguaggio triviale e alla dimensione semi-seria e semi-ufficiale di un post su questo o quel social network – continua il presidente dell’Isgrec – Si tratta di fughe in avanti senza apparenti motivazioni, che hanno tuttavia una finalità precisa. Annullare la distanza tra una conoscenza complessiva della nostra democrazia e quel bisogno di ignoranza che è alla base del settarismo.
Sono le scorciatoie del revisionismo, che tornano di tanto in tanto a tentare qualche cittadino e talvolta i politici: trattare semplicisticamente i singoli episodi, sminuendo la portata complessa delle vicende storiche. Ridurre le teorie a mentalità e i valori morali della condivisione democratica ad obsoleti esercizi retorici. Sorridere dei presunti retaggi ideologici dell’antifascismo per giustificare implicitamente costrutti teorici anti-antifascisti.
Di fronte a questo scenario, il rimedio rimane quello di sempre: dare spazio alla formazione civica e favorire la conoscenza della storia e della nostra società. Senza etichette di partito. Ma preservando il metodo della conoscenza scientifica e i valori della cultura democratica”.
“Per questo esiste l’Isgrec e in questa direzione intende continuare a muoversi. Di fronte alle suggestioni delle scorciatoie semplificatorie occorre lavorare con costanza ed apertura verso ogni tipo di proposta culturale. L’idea di Vanessa Roghi di prendere spunto dalle recenti polemiche per discutere pubblicamente del suo documentario su Sant’Anna di Stazzema costituisce una opportunità rilevante in questa direzione e l’Isgrec intende farla propria: siamo disponibili a cooperare con chiunque nell’organizzazione di un evento del genere a Grosseto e in provincia – conclude Verzichelli -. Siamo pronti del resto a collaborare con tutti gli enti pubblici e con quei privati convinti del valore aggiunto che il nostro lavoro scientifico e di disseminazione può garantire.
Lo studio dell’età contemporanea, la storia del XX secolo, ma anche quella del XXI, e l’approfondimento delle discipline che illustrano e spiegano i fenomeni che stiamo vivendo, costituiscono strumenti imprescindibili di emancipazione culturale. Siamo certi che anche le istituzioni grossetane condividano il nostro sforzo e vogliano continuare a favorire un adeguato programma di approfondimento, in città come e sul territorio”.

