Il 26 ottobre scorso, il personale della polizia di Stato di Grosseto ha eseguito, su richiesta della Procura della Repubblica di Grosseto, l’ordinanza applicativa della misura della custodia cautela in carcere, emessa dal gip del locale tribunale nei confronti di un tunisino di trentuno anni, indagato per i reati di detenzione, spaccio con l’aggravante di aver commesso il fatto a brevissima distanza da scuole e da alcuni luoghi di aggregazione di giovani e giovanissimi.
L’ordinanza cautelare è stata emessa all’esito delle indagini avviate nel mese di giugno 2016 dalla polizia di Stato e coordinate da uno dei magistrati della procura di Grosseto appartenente al gruppo di lavoro “Sicurezza Urbana”.
L’attività investigativa, posta in essere dalla squadra mobile anche grazie all’identificazione degli acquirenti e alla verbalizzazione delle loro dichiarazioni, ha consentito di acquisire plurimi riscontri.
In particolare, le indagini svolte hanno permesso di evidenziare una sostanziosa attività di cessione di eroina nel quartiere di Barbanella, a Grosseto.
Dalle indagini è anche emerso che il tunisino aveva indotto un giovane, di 19 anni ad iniziare ad utilizzare l’eroina.
Nel corso dell’attività investigativa è stata denunciata, in stato di libertà, per concorso nel reato, la convivente del tunisino, una connazionale di 26 anni, che, durante una perquisizione, si era disfatta parzialmente di alcune dosi di eroina, gettandole nel water della propria abitazione.
Una di tali dosi, tuttavia, era stata recuperata e sequestrata.
Nel corso dell’ indagine sono stati anche sottoposti a sequestro preventivo, ai fini della successiva confisca, 5.050 euro, in quanto sicuro provento dell’illecita attività di spaccio dello stupefacente

