Home GrossetoReferendum costituzionale: il senatore Mario Mauro a Grosseto per spiegare le ragioni del “No”

Referendum costituzionale: il senatore Mario Mauro a Grosseto per spiegare le ragioni del “No”

di Redazione
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Venerdì 23 settembre, alle 17, nella sala del Consiglio comunale di Grosseto, si svolgerà l’incontro “No al referendum costituzionale per garantire democrazia e libertà al nostro Paese“, a cui interverrà il senatore dei Popolari per l’Italia, Mario Mauro.

“La riforma costituzionale proposta da Renzi e Boschi porterebbe ad una democrazia imperfetta, perché non avremmo né una Repubblica parlamentare né una Repubblica presidenziale – spiegano in un comunicato i Popolari per l’Italia di Grosseto -. Ci troveremmo di fronte ad un sistema ibrido e confuso che non esiste in nessun Paese a tradizione democratica“.

La Repubblica parlamentare ha le sue regole e la sua armonia attraverso norme che ne garantiscono le funzionalità e la organicità; egualmente, la Repubblica presidenziale ha le sue regole e le sue prerogative diverse, ma funzionali e coerenti. L’attuale forma di Governo parlamentare si trasformerebbe nella forma di Governo del primo Ministro – continua il comunicato -. La legge elettorale detta ‘Italicum’, attribuendo al partito che ha il maggior numero di voti un premio di maggioranza, vistoso e fuori da ogni buon senso, rafforzerebbe il potere del Presidente del Consiglio. Il partito del Presidente del Consiglio acquisirebbe la maggioranza nella Camera dei Deputati seppur espressione di una parte minoritaria del corpo elettorale“.

“La riforma si poneva l’ obiettivo di superare il bicameralismo, ma il Senato non viene eliminato e si lasciano irrisolti i nodi fondamentali della ripartizione delle competenze fra i due rami del Parlamento, insomma avremo un ‘monocameralismo’ decisamente imperfetto, zeppo di eccezioni e di deroghe. Le nuove norme non definiscono i compiti dei senatori e alterano il rapporto tra ente locale e Governo, tra periferia e centro. Gli elettori vengono spogliati del potere di eleggere i nuovi Senatori che risulteranno espressione verticistica dei Consigli regionali – termina il comunicato -. Gli elettori votano i Consiglieri regionali o comunali che rimangono rappresentanti dei territori e diventano anche ‘senatori’. Una doppia figura non in armonia con la funzione e il significato che la Costituzione dà degli Enti locali all’articolo 5“.

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