E’ stata veramente emozionante la serata rotariana di martedì 20 settembre, che ha visto come ospite d’onore Giovanni Trapattoni, l’allenatore italiano più vittorioso a livello di club, nonché uno dei più titolati al mondo. Fra l’altro, Trapattoni ha con la nostra terra, e in particolare con Talamone, suo buen retiro da ben cinquant’anni, un legame particolare.
Questo signore di 77 anni, che ha girato il mondo ha fatto la storia del calcio non soltanto italiano e che nel 2013 è stato inserito dall’emittente televisiva statunitense Espn fra i venti allenatori più grandi di tutti i tempi, ha veramente colpito tutti per la sua semplicità e modestia. Ha risposto alle domande che il numeroso pubblico gli ha posto con naturalezza, soffermandosi non solo sulla sua straordinaria carriera, ma anche sulla propria vita e su quella della moglie Paola, che lo accompagnava.
Alla domanda “Com’è finito in Maremma?”, Trapattoni ha risposto, per caso, rispolverando il giorno del suo matrimonio. “Dopo la cerimonia a Roma – ha spiegato – io e mia moglie ci mettemmo in viaggio verso Milano da dove saremmo partiti per il viaggio di nozze in Spagna, ma a causa della tarda ora e della stanchezza decidemmo di fermarci a dormire. Il caso volle che lo facessimo proprio qui, in Maremma. Il giorno seguente conoscemmo Talamone e ci affascinò così tanto che ci tornammo in vacanza. Poi una vacanza tirò l’altra e… ci comprammo casa”.
Come segno di gratitudine e riconoscimento, il èresidente del Rotary Club Grosseto Luigi Mansi ha donato all’ospite la maglia del Gavorrano, con impresso il suo nome e contrassegnata dal numero sei, che è il numero di maglia con il quale ha esordito come mediano.

