“A pochi giorni dalle elezioni, è giunto il momento di fare un bilancio su quanto fatto, o meglio non fatto, dall’amministrazione uscente, ponendo all’attenzione dei cittadini su quanto in questi 5 anni si sarebbe potuto fare e quali benefici ne avrebbe ricavato il territorio in termini occupazionali e di offerta turistica”.
A dichiararlo è Ivan Poccia, candidato al Consiglio comunale di Orbetello per Patto per il Futuro.
“Il settore urbanistico, forse il più importante, è ormai al palo da mesi, mentre avrebbe potuto fare da traino a tutta una serie di progetti pronti a partire e che, se solo l’amministrazione ne avesse dato seguito, oggi probabilmente ad Orbetello sarebbe stata scritta tutta un’altra storia – spiega Poccia -. Partiamo dal porto di Talamone, con un progetto ormai al termine del suo iter, che in 6 mesi sarebbe potuto essere avviato e che di conseguenza ha stoppato lo sviluppo dell’area industriale di Fonteblanda, legato inevitabilmente alla realizzazione del porto stesso; se non piaceva, poteva essere modificato ma non stralciato; tale scelta ha bloccato di fatto lo sviluppo dell’intera area, mentre i nostri vicini di Monte Argentario nel frattempo hanno sistemato urbanisticamente ben 3 porti. Un porto ben fatto e con servizi adeguati è la soluzione per aumentare le capacità imprenditoriali degli operatori esistenti, nonché un’occasione irripetibile di intervenire sugli insabbiamenti e progettando strutture che agevolino il naturale ripascimento delle aree limitrofe fino alla fascia Osa Albegna”.
“Previsione mai attuata sull’area della Tagliata, l’ex area dell0Aci, all’interno del quale è possibile creare una nuova attività mediante una ristrutturazione urbanistica ed ampliamento fino a 150 mq; sarebbe stato sufficiente emanare un bando, ma non è stato fatto – continua il candidato -. Sulla laguna poi, al di là delle polemiche su quanto accaduto, ribadendo che il vecchio metodo quanto meno ha garantito la salute della laguna stessa, al termine della gestione commissariale furono lasciati ingenti fondi, di cui 13 milioni di lavori in corso, 8,7 milioni da impegnare, di cui 5 milioni dall’impianto di Patanella mai realizzato, 3,7 milioni di risparmi da un piano di bonifica ancora da realizzare da parte della società pubblica Sogesid, oltre a fondi provinciali. Inoltre il cosiddetto Patanellino, interamente finanziato, ma mai, avviato nonostante le modifiche volute dal Comune e dalla Provincia nell’anno 2012, ha comportato un impegno supplementare di 1,9 milioni: chi lo ha in carico e chi ne ha mantenuto l’efficienza?”.
“Dove siano queste somme lasciate dal Commissario e perché non siano state impegnate per la laguna non è dato saperlo. Quello che è certo è che sarà necessario attivare un ufficio laguna per la gestione della stessa in accordo con la Regione, che all’epoca si impegnò a mettere in campo ogni anno 1 milione di euro in aggiunta ad altri proventi che sarebbero derivati dall’applicazione di previsioni urbanistiche esistenti, che avrebbero altresì dato uno slancio occupazionale non indifferente – conclude Poccia –. Una buona amministrazione deve partire da un’ottima macchina amministrativa, dove le riorganizzazioni confuse ed estemporanee lasciano disorientati i dipendenti e causano il blocco sistematico degli uffici con ricadute sulla collettività in termini di costi, mancati introiti di urbanizzazione e minori introiti per i professionisti, che ogni giorno si trovano ad affrontare tempi biblici per l’evasione delle pratiche”.


1 commento
Due sono gli aspetti che mi colpiscono e mi fanno riflettere. Il primo, è che pur nella sua negatività di non aver fatto nulla, io credo che siamo stati fortunati, altrimenti, come per il giardino di piazza Cortesini, si sarebbero spesi soldi inutilmente. Ed il secondo aspetto, è che anche i cittadini si chiedono e vorrebbero sapere, come dice Poccia dove sono andati a finire questi avanzi di bilancio.