Home GrossetoVerso le amministrative, Forza Italia: “Mascagni scorretto, fa campagna elettorale in ospedale”

Verso le amministrative, Forza Italia: “Mascagni scorretto, fa campagna elettorale in ospedale”

di Redazione
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Stefano Mugnai, coordinatore regionale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione sanità in Consiglio regionale, ha visitato i reparti dell’ospedale Misericordia di Grosseto con il responsabile provinciale sanità per Forza Italia, Manuele Bartalucci.

Visita alla quale non ha partecipato il candidato sindaco del centrodestra, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, nel rispetto delle norme che vietano ai candidati di fare campagna elettorale negli edifici pubblici.

Correttezza che non ha avuto invece il candidato sindaco del Pd, Lorenzo Mascagni, che il giorno prima, evidentemente sapendo dell’iniziativa di Forza Italia, non si è fatto scrupolo di presentarsi al Misericordia – si legge in un comunicato di Forza Italia, accompagnato dal suo compagno di partito Stefano Scaramelli, presidente della Commissione regionale sanità“.

Noi abbiamo rispettato le regole e chiesto il permesso per la visita di Mugnai – dichiara Sandro Marrini, coordinatore provinciale di Forza Italia –, ma nessun candidato ci ha seguito. Invece il Pd, con Mascagni e i suoi compagni di partito, ha deciso di fare diversamente: un atteggiamento meschino, solo il Pd può comportarsi così. Mascagni è stato dieci anni consigliere comunale: politico inesistente, mai si è preoccupato della situazione dell’ospedale. Dov’era quando sono stati tagliati i posti letto o chiusi reparti? Solo per questo, lui e il Pd non meritano di governare il Comune di Grosseto“.

Il coordinatore regionale di Forza Italia attacca: “Mi occupo di sanità da sei anni – ha detto Stefano Mugnaie di visite negli ospedali ne ho fatte tante. Mai, però, da candidato nel periodo di campagna elettorale, come prescrive una norma che evidentemente a Grosseto è stata sospesa. Ma i nostri avversari non sono stupidi, avevano la consapevolezza di fare una scorrettezza. E allora perché hanno deciso di adottare un comportamento che non li mette in buona luce? E’ chiaro, perché sono in difficoltà: la visita di Mascagni in ospedale vale più di un sondaggio. Immagino che da qui alle elezioni qualche pezzo da novanta del Pd verrà a Grosseto, e mi auguro che qualche dirigente Asl non si presti a partecipare a cene elettorali“.

Caso-Pd a parte, occhi puntati sulla situazione della sanità maremmana: “Il Pd dice che sono nemico della sanità toscana – ha aggiunto Mugnai, ma io voglio bene alla sanità toscana. E’ una ricchezza. Però occorre porci il problema delle cose che non funzionano, e di criticità ce ne sono. Con la riforma della sanità voluta dal Pd, finalizzata solo a fare cassa tagliando i servizi, queste criticità aumenteranno.

Con la riforma sanitaria si sono proposti di risparmiare 240 milioni in minori costi strutturali: nella Finanziaria, approvata due mesi dopo, c’era scritto che quei 240 milioni deriveranno soprattutto dagli esuberi, cioè persone, medici e infermieri che vogliono mandare in pensione. Se si tagliano professionalità, inevitabilmente si diminuiscono i posti letto. Tagliarne 10 o 20 a Grosseto o Orbetello significa mettere in difficoltà un presidio ospedaliero, farlo diventare poliambulatorio costretto a operare in condizioni di rischio.

Eppure a Grosseto ho trovato operatori di altissimo profilo, che sanno utilizzare nel miglior modo risorse scarse. Un esempio è il pronto soccorso pediatrico, esperienza tutta grossetana: d’estate però i numeri cambiano e c’è carenza di personale infermieristico.

Al Misericordia c’è anche un’ottima oncologia, che ha permesso di ridurre del 30% le fughe altrove, ma in reparto mancano posti letto. Per questo il compito della dirigenza non è andare alle cene del Pd, ma dare risorse per rispendere alle criticità. E in un’ottica di area vasta, dove un direttore generale è costretto a valutare le esigenze di tutti, la garanzia di ottenere risposte sta proprio nei sindaci: devono avere volontà, capacità, intelligenza e libertà di fare gli interessi dei cittadini mettendosi anche contro la Regione o la direzione generale.

Ecco, io credo che Vivarelli Colonna, Giannone e Casamenti sarebbero sindaci in grado di non sottostare ai diktat fiorentini: diversamente, il supporto rosso si paga in termini di libertà“.

Il candidato sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha risposto all’appello: “Come civico che si è affacciato alla politica – ha detto – non sono disponibile a strumentalizzazioni, tantomeno nella sanità. Mi è sembrato ovvio, etico, non andare in visita in ospedale: se sarò eletto, invece, ci andrò molto spesso. Non sarò certamente un sindaco che dirà di non potersi occupare di sanità per conflitti d’interesse, perché sono una persona libera che vuole fare solo il bene dei cittadini. Purtroppo, nonostante le numerose eccellenze, la sanità grossetana è la testimonianza di come siamo stati relegati a un ruolo marginale per effetto dell’area vasta: posti letto, finanziamenti, intensità di cura. Dobbiamo invertire questo processo. Lo faremo quando diventerò sindaco“.

Foto di repertorio

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