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Grifone: marciare uniti per la Lega Pro

di Carlo Vellutini
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Non sappiamo come andrà a finire il botta e risposta a distanza tra il mister Domenico Giacomarro ed il presidente Max Pincione.

Il massimo dirigente, da New York, vuole un chiarimento con il mister e, probabilmente, il tecnico avrà voglia di parlare di una situazione che, evidentemente, lo ha condotto ad esternazioni comunque forti nel post partita con la Torres.

Tutto sembrava risolto prima dell’intervento di Pincione da New York. Quel “i panni sporchi vanno lavati in casa“, quasi urlato dal presidente, racchiude in sé, forse, tutto quello che è l’essenza del momento del Grosseto e, probabilmente, è ciò che sarebbe dovuto avvenire. Se ci sono dei problemi, magari, è meglio discuterli in un faccia a faccia.

Questo perché è indubbio che il lavoro di Domenico Giacomarro sia stato fino ad oggi ottimo, così come quello della società che, evidentemente, come ribadito da Pincione, lo ha assecondato sul mercato, ingaggiando uomini di sua fiducia, anziché andare su calciatori che, magari, al presidente ed al consulente Nucifora davano maggiori garanzie.

Partendo da questo assunto, è evidente che alterare un equilibrio, per quanto delicato, non convenga a nessuna delle parti, anche perché l’obiettivo primario è e resta solo uno: vincere il campionato. Per farlo occorre l’aiuto di tutti.

In questo la città, o meglio i suoi tifosi, hanno risposto in maniera egregia recandosi già al campo il giorno successivo e facendo da collante tra le due parti, con il mister da un lato ed il direttore Paolo Iapaolo in rappresentanza della società e parlando con Max Pincione. L’ultima parola adesso spetta al presidente che, chiaramente, a migliaia di chilometri di distanza ha difficoltà a chiarire con Giacomarro, magari lo farà al suo ritorno in città.

Dall’altro lato, l’auspicabile conferma del mister, dovrà servire al tecnico, allo staff ed ai giocatori per procedere senza alcun alibi e, soprattutto, senza ulteriori incidenti di percorso, verso la vittoria del campionato. Poco importa se dentro si dovessero continuare ad avere posizioni diverse, l’importante è perseguire l’obiettivo che tutti vogliono: la società, il mister, lo staff, i dirigenti ed i tifosi. Il rischio è infatti quello di sperperare tutto ciò che di buono in pochi mesi – e partendo da zero- si è costruito.

A partire da quel “ritrovato entusiasmo” che sembra essere diventato un vero e proprio tormentone per qualche tifoso, ma che alla fine, nei fatti, ha riunito la squadra e la città.

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