Contro il diktat europeo che vorrebbe il via libera all’utilizzo delle polveri, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi “adotta” i formaggi italiani.
Durante la Giornata dell’agricoltura italiana ad Expo, con la partecipazione di decine di migliaia di agricoltori provenienti, oltre che dalla Maremma, anche da tutte le regioni, guidati dal presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo, il Premier italiano ha simbolicamente adottato le specialità casearie tricolori, portate sul palco da due giovanissime allevatrici.
“Un gesto importante e significativo – sottolinea il direttore di Coldiretti Grosseto, Andrea Renna –, soprattutto in vista della scadenza del 29 settembre prossimo, termine entro il quale l’Italia dovrà rispondere alla lettera di diffida con la quale la Commissione europea ha imposto all’Italia di porre fine al divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari, previsto storicamente dalla legge nazionale. Su questo, contro il latte in polvere Coldiretti Grosseto sta raccogliendo le firme dopo l’iniziativa in piazza a Grosseto nello scorso mese di agosto ed il sit-in del mese precedente a Montecitorio“.
Il patto è la giusta coniugazione da parte del Governo delle azioni di Coldiretti. A far siglare il patto “salva formaggio italiano” sono state, insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, due giovani sorelle allevatrici.
Il via libera alla polvere di latte rischia di far sparire aziende ed indotto. Si tratta di un inganno per i consumatori che mette a rischio un patrimonio gastronomico custodito da generazioni, con effetti sul piano economico, occupazionale ed ambientale.
“La polvere di latte – conclude Renna – è un prodotto ‘morto’, privo di proprietà organolettiche, che può arrivare da qualsiasi parte del mondo, dove i maggiori produttori sono Nuova Zelanda e Stati Uniti, mentre in Europa i leader sono Francia e Germania. La disidratazione consente di concentrare i costituenti del latte rendendoli conservabili a temperatura ambiente per oltre un anno e la tecnologia di produzione prevede che il latte, dopo essere stato corretto del suo contenuto di grassi, venga trattato termicamente con una perdita di valore biologico delle proteine del latte che può essere anche rilevante“.
“L’Italia, grazie alla tutela della legge nazionale, ha conquistato un primato internazionale nella qualità e nella varietà della produzione di formaggi, con ben 487 diversi tipi censiti a livello territoriale, che lo scellerato comportamento delle lobby industriali rischia ora di far crollare – conclude Renna -. Un’azione che apre le porte alle frodi, danneggia i consumatori italiani con l’offerta di prodotti di basso standard qualitativo con pesanti effetti sul piano economico, occupazionale e ambientale in un momento in cui l’Italia deve puntare sulle sue distintività per tornare a crescere“.
I numeri
“Con un chilo di polvere di latte, che costa sul mercato internazionale 2 euro – sottolinea la Coldiretti – è possibile produrre 10 litri di latte, 15 mozzarelle o 64 vasetti confezioni di yogurt e tutto con lo stesso identico sapore perché viene a mancare quella distintività che viene solo dal latte fresco dei diversi territori”.
“E’ in corso – precisa la Coldiretti – un pericoloso braccio di ferro che potrebbe portare alla chiusura delle stalle, alla perdita di posti di lavoro, all’omologazione e all’appiattimento qualitativo della produzione nazionale dopo la lettera di diffida inviata all’Italia dalla Commissione Europea. Si vuole porre fine al divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari, previsto dalla legge nazionale n. 138 dell’11 aprile del 1974, che ha garantito per oltre 40 anni l’alta qualità della produzione casearia nazionale”.
“Il superamento di questa norma – continua la Coldiretti – provocherebbe l’abbassamento della qualità, l’omologazione dei sapori, un maggior rischio di frodi e la perdita di quella distintività che solo il latte fresco con le sue proprietà organolettiche e nutrizionali assicura ai formaggi, yogurt e latticini Made in Italy”.

