Il presidente della Provincia di Grosseto, Emilio Bonifazi, interviene sulla strage di pesci che si è verificata nella laguna di Orbetello:
“La Provincia di Grosseto è accanto al territorio di Orbetello pesantemente colpito dalla vera e propria calamità naturale che ha interessato la laguna – dichiara Bonifazi -. Le temperature altissime dell’aria e soprattutto dell’acqua marina, accompagnate ad un’escursione termica tra il giorno e la notte praticamente nulla, hanno provocato un danno ambientale ed economico dalle dimensioni che non hanno precedenti”.
“Accanto ai pescatori locali, ai quali va tutta la mia solidarietà, pagheremo per anni l’accaduto e mi aspetto un concreto sostegno finanziario di natura pubblica. Ora dobbiamo mettere ordine rispetto a quanto avvenuto e studiare il modo di far rinascere la laguna uscendo definitivamente da una cultura emergenziale – continua il presidente della Provincia -. Stiamo già puntando ad un sistema gestionale capace di consolidarsi e di fare prevenzione rispetto a modificazioni climatiche ormai evidenti, che non sono più un fatto eccezionale, ma una realtà con cui ci confrontiamo da tempo e in tutte le stagioni dell’anno”.
“Non sono in grado di valutare la validità o meno delle scelte tecniche compiute negli ultimi decenni e negli ultimi giorni. Non è infatti facile far coesistere acqua del mare, livelli della laguna, area protetta e attività economiche, soprattutto in condizioni tanto estreme come quelle che si sono verificate in queste ultime settimane e che tutti hanno potuto personalmente verificare, lungo qualunque spiaggia del litorale maremmano e, in generale, in tutto il Mar Tirreno, in questi giorni il più caldo tra le coste mediterranee, anche di quelle nordafricane – termina Bonifazi -. Sono certo che adesso sapremo reagire in maniera compatta e senza strumentalizzazioni. Dobbiamo infatti essere al fianco di chi anche in questo momento sta lavorando incessantemente per riportare ad un minimo di normalità la situazione ambientale della laguna, evitando guai peggiori, e per ricreare le condizioni capaci di far ripartire un’economia della pesca ora devastata”.

