Home Colline del Fiora“Io questa storia gliela racconto…”: il Teatro Studio rende omaggio a Bianciardi

“Io questa storia gliela racconto…”: il Teatro Studio rende omaggio a Bianciardi

di Redazione
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Domani, alla biblioteca comunale “Antonio Morvidi” di Manciano, andrà in scena “Io questa storia gliela racconto…”, un reading musicale a cura del Teatro Studio di Grosseto.

Lo spettacolo, che si terrà in doppia replica alle 17 e alle 18.30, è tratto da “La vita agra” di Luciano Bianciardi, da “I minatori della Maremma” di Luciano Bianciardi e Carlo Cassola, da “La nascita dei minatori della Maremma” a cura di Velio Abati e dalle poesie di Morbello Vergari.

Le voci recitanti saranno di Luca Pierini e Daniela Marretti, alle chitarre elettriche suonerà Massimo Pallini, mentre la regia è affidata a Daniela Marretti.

La trama dello spettacolo

Un lavoro dedicato all’impegno di Luciano Bianciardi nei confronti del mondo del lavoro: le miniere, le condizioni di lavoro dei minatori, i paradossi del potere.

Attraverso gli scritti raccolti in “I minatori della Maremma” di Bianciardi e Cassola e ne “La nascita dei minatori della Maremma” a cura di Velio Abati, si ripercorre il lavoro di minuziosa indagine e denuncia dell’autore e degli autori, che, nella descrizione della tragedia di Ribolla de “La vita agra”, trova il suo più poetico e tragico epilogo.

La forma artistica prescelta è quella della lettura scenica con musica dal vivo, in cui le voci degli attori si intrecciano con la musica e le testimonianze della gente rincorrono pagine di giornalismo e letteratura, per un risultato che apre lo sguardo su un autore straordinario e al tempo stesso su un problema ancora vivo e non risolto come quello del lavoro, della sicurezza, delle morti bianche, del potere economico, che tutto travolge in un assurdo delirio di autoconservazione.

Nella lettura, a tratti drammatizzata per restituire colore agli eventi, trova spazio anche un’altra voce, una tra le tante: quella di Morbello Vergari, che ha saputo rendere in pochi versi, l’amore-odio che lega l’uomo al suo lavoro.

L’ingresso allo spettacolo è gratuito.

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