“Armonia” è il titolo della manifestazione che si svolgerà a Pari dal 22 novembre al 6 dicembre, organizzata dall’associazione culturale “Le Belle Arti”.
La manifestazione, una delle numerose che ormai l’associazione sta organizzando nel territorio (ricordiamo una serie di concerti classici e jazz ed una mostra-evento di arte africana), intende sovrapporre armoniosamente, attraverso una serie di eventi, due culture di straordinaria ricchezza e diversità: quella italiana e quella giapponese.
Tosky Camigio, un architetto e cuoco giapponese che risiede da molti anni in Italia, ideatore dell’evento, ha trovato questa armonia nella proiezione reciproca di due grandi tradizioni culturali comuni ai due paesi: la moda e la cucina. Così, le preziose stoffe di kimono divengono materiale per un abbigliamento occidentale e i prodotti tipici toscani ingredienti per una vera cucina giapponese.
Nella manifestazione saranno inoltre presenti altri armoniosi confronti: maschere dell’antico teatro no, opere del fotografo Takemi Abe, una dimostrazione di calligrafia giapponese, la costruzione di piatti in origami, la produzione di aceto di kaki ed infine una cena di cucina giapponese utilizzando prodotti tipicamente locali nell’agriturismo Val di Farma. La manifestazione si concluderà il 6 dicembre con una dimostrazione di trattamenti shiatsu da parte di Yukie Takagi ed una cerimonia del tè.
Il programma
Questo il programma delle prime due giornate della manifestazione:
- sabato 22 novembre, alle 17, presso la Galleria d’arte di Pari, in via Cappucci 20, si aprirà la mostra intitolata “Camicio, l’arte di trasformare un kimono in un indumento occidentale”. Chiyoko Kikuchi, responsabile della sartoria giapponese che per la prima volta espone i suoi manufatti in Italia, ha dichiarato: “La moda occidentale è stata introdotta dall’Europa in Giappone durante l’800 e attraverso varie generazioni si è affermata nella cultura giapponese operando lentamente grandi trasformazioni culturali dei costumi. Oggi, la moda occidentale è sempre più richiesta dalle donne giapponesi; tuttavia, i kimoni non sono stati messi da parte, anche se la vita moderna impone ritmi sempre più veloci e quindi ci sono meno occasioni per indossarli. Essi rimangono presenti nella cultura giapponese con la bellezza dei loro tessuti e vengono ancora ampiamente prodotti. Il nostro scopo è la presentazione del kimono giapponese che si trasforma in abiti occidentali, mantenendo i caratteristici tessuti preziosi, lavorati a mano o stampati con particolarissimi disegni e colori.” Sempre alle 17 del 22 novembre, nella stessa Galleria, Goro Kikuchi presenterà una serie di maschere per l’antico Teatro no da lui scolpite (che resteranno in mostra fino al 6 dicembre). Il no è una forma di teatro sorta in Giappone nel XIV secolo, caratterizzata da contenuti mitologici, multiformità di significazioni dovute ad omofonie di linguaggio, lentezza, sobrietà e uso di maschere. Usata da un attore capace, la maschera è in grado di mostrare differenti espressioni e sentimenti a secondo della posizione della testa dell’attore e dell’illuminazione. Una maschera inanimata può quindi avere la capacità di sembrare felice, triste o una varietà di altre espressioni. La maschera, inoltre, ha una funzione mediatrice, cioè può incarnare entità superiori e costituire quindi un punto di incontro tra il tempo mitico e il tempo storico. Essa ha anche la funzione di richiamare i morti sulla terra: indossando la maschera del defunto, l’attore ne incarna lo spirito. Nei drammi più antichi, le maschere erano considerate delle divinità; ecco perché anche oggi ogni spettacolo è preceduto da una sorta di venerazione nei confronti della maschera. L’evento espositivo si completerà con una mostra del fotografo giapponese Takami Abe, che scrive così delle sue foto: “Noi diamo un senso al mondo attraverso immagini e parole; tuttavia io penso che il mondo reale vada molto al di là della superficie percepita dai sensi e che sotto questa superficie si apra un abisso. Questo abisso cerco di mostrarlo attraverso la fotografia. Dal 2005 prendo fotografie della vita quotidiana. A volte fotografo il soggetto con un otturatore a bassissima velocità, altre volte fotografo il soggetto ad intervalli regolari e sovrappongo le diverse immagini digitali ottenute. In questo modo cerco di mostrare la frattura tra i due mondi.” Infine, alle 18, si svolgerà un workshop di calligrafia giapponese diretto da Daniele Mascaretti;
- domenica 23 novembre una serie di altri eventi avranno luogo presso l’agriturismo Val di Farma, podere Sant’Antonio, nei pressi di Pari. Alle 16 si terrà un laboratorio di origami e una dimostrazione di come produrre aceto di kaki. La serata si concluderà con una cena giapponese a base di ingredienti dell’agriturismo Val di Farma. Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 370.3345882.
Per informazioni sull’esposizione dei prodotti d’arte giapponese presso la Galleria di Pari, aperta tutti i giorni dalle 16 alle 19, con ingresso libero, fino al 6 dicembre, è possibile contattare i numeri 0564.908720 o 349.4224511.

