Avevano creato una vera e propria azienda dello spaccio di eroina e cocaina in piena campagna, lontano da sguardi indiscreti e da possibili controlli, in una zona difficilmente accessibile, ma sono stati scoperti dalla Polizia ed arrestati.
I protagonisti della vicenda sono tre marocchini, che avevano individuato come “centrale” della loro attività illecita la zona di Poggio Cavallo, nella campagna che circonda Istia d’Ombrone.
La scelta del posto non era stata casuale: si tratta infatti di un’area boschiva che consentiva ai tre di avere un’ottima visuale di controllo sull’unica via di accesso, oltre a garantire protezione per un’eventuale via di fuga e ad offrire l’opportunità di nascondere la droga e il denaro ricavato dalla vendita di stupefacenti in un luogo sicuro ed impervio.
Il gruppo di magrebini, inoltre, si era organizzato in modo tale da poter svolgere l’attività di spaccio in tutta tranquillità: uno di loro, infatti, si occupava in prima persona di cedere gli stupefacenti agli acquirenti; un altro, invece, svolgeva il ruolo di “guardaspalle”, rimanendo in disparte e osservando ogni fase della vendita di droga; il terzo, infine, era la “vedetta” che, rimanendo in posizione defilata ed avanzata rispetto agli altri due, poteva chiaramente osservare l’accesso al luogo di spaccio e, quindi, controllare in anticipo, rispetto ai connazionali, eventuali arrivi di acquirenti, persone estranee o forze dell’ordine.
L’arresto
La sezione narcotici della Squadra Mobile, venuta a conoscenza dell’attività illecita perpetrata dai tre uomini, anche grazie alla collaborazione di alcuni cittadini, ha deciso di passare in azione per stroncare il fiorente traffico di stupefacenti.
Mercoledì scorso, quindi, gli agenti della Polizia hanno messo in atto uno specifico intervento finalizzato a bloccare gli acquirenti che si recavano a comprare la droga in questa zona di campagna e a cogliere in flagrante i tre marocchini.
Alcuni poliziotti sono arrivati a Poggio Cavallo e si sono finti vignaioli, confondendosi con gli altri operai agricoli impegnati nella vendemmia.
Numerosi agenti si sono posizionati nella zona per bloccare gli acquirenti; dopo che gli stessi avevano comprato la droga, sono stati identificati, perquisiti e gli stupefacenti sono stati sequestrati.
In un breve lasso di tempo, i poliziotti hanno controllato numerose persone che si erano appena recate dai maghrebini per acquistare la droga. Gli stessi acquirenti hanno confermato alle forze dell’ordine di aver comprato gli stupefacenti da un cittadino marocchino conosciuto da tempo, che avevano contattato telefonicamente per avere rassicurazioni in merito alla disponibilità della droga. In altre occasioni, invece, gli acquirenti si sono invece recati direttamente nella zona, in quanto già clienti del gruppo di nordafricani e, quindi, erano sicuri di trovare l’uomo che avrebbe fornito gli stupefacenti.
Gli agenti hanno pazientemente atteso il tramonto, poi hanno deciso di agire per arrestare il gruppo dei maghrebini.
Proprio nel tardo pomeriggio, infatti, i tre sono usciti dalla boscaglia e si sono incamminati nei pressi della strada, dove ad aspettarli c’era un’auto condotta da una ragazza.
La macchina è ripartita verso Grosseto e, a quel punto, i poliziotti l’hanno bloccata. I quattro sono stati perquisiti, così come anche il veicolo. Al suo interno, è stata ritrovata una grande quantità di cocaina ed eroina, per un totale di oltre un etto di peso, in gran parte suddivisa in dosi, oltre ad un bilancino elettronico di precisione e ad un coltello a serramanico.
I tre sono finiti in manette e sono stati rinchiusi nel carcere di Grosseto: si tratta di un 22enne, in Italia senza fissa dimora, che si occupava in prima persona della cessione di stupefacenti, di un 23enne che ricopriva il ruolo di “guardaspalle” e della “vedetta” 22enne.
Secondo le indagini condotte dalla Polizia, l’attività di spaccio di stupefacenti messa in atto dai tre maghrebini era iniziata ad agosto ed aveva in poco tempo raggiunto un elevato numero di aquirenti.
Dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha disposto per i tre uomini la custodia cautelare in carcere.

