In occasione del suo prossimo anniversario, l’Officina Hermes di Gavorrano rende omaggio a «Il Mandorlo» di Giuncarico – un’associazione di volontariato che si prefigge lo scopo di gestire una casa di accoglienza per donne vittime di violenza familiare, costrette ad abbandonare il tetto domestico per rifugiarsi in un luogo riservato e sicuro in modo da non essere rintracciabili dai propri aggressori – come ringraziamento per l’importante contributo dato alla società.
Una poesia, «La primavera del mandorlo», scritta da Pennetta Michele Carusi, che musicata e arrangiata da Tiziano Barbieri, diventa appunto una canzone, attraverso la quale si evince la solitudine, la disperazione, ma anche la speranza di rinascita di donne vittime di qualsiasi tipo di violenza, fisica e psicologica.
«Circa un anno fa – dichiara Pennetta Michele Carusi – venni a conoscenza del ‘Mandorlo’ e la cosa mi ispirò subito, tanto che scrissi, come sono solito fare con qualsiasi cosa che mi emozioni, una piccola poesia che pochi giorni fa, dopo aver saputo che il 14 giugno sarebbe stata organizzata una festa per l’anniversario, decisi di approfondire e inviare ai responsabili di quella associazione; poesia, che sotto le mani del mio collega Tiziano, è diventata secondo me una bellissima canzone che spero piaccia anche a loro»
«La primavera del Mandorlo» è ascoltabile, accompagnata da un piccolo video, su youtube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=o8FEg1IPGjU
Ecco il testo della canzone di Pennetta Michele Carusi:
“…una casa troppo grande i figli da lavare
di lui che torna udire i passi sulle scale
questa volta quanto farà male quel dolore
ma le botte ormai le sente solamente il cuore,
perché il sogno era già morto ma non si arrendeva
e ogni volta alle promesse poi si riaccendeva
al continuo cambiamento dei suoi mille sguardi
tra il ricordo e la paura che si faccia tardi…
Abbagliata dalle stelle sparse in quell’incanto
dalla pioggia che nasconde tra le gocce il pianto
che nessuno se ne accorga che nessuno veda
il forziere che nasconde falsa la moneta,
torneranno le farfalle tornerà l’amore
con le lucciole di maggio e finirà il dolore
nella stanza senza luce piena delle scuse
dove il sole trova sempre le finestre chiuse…
Era facile sognare quando tra le dita
lui stringeva con dolcezza il fiore della vita
cinque petali nascosti in mezzo ai grigi rami
tra le foglie dondolanti ad aspettar domani,
sbocceranno altri due occhi da guardarci insieme
da aspettare da stupire da volersi bene
da confondere alla luna quando viene sera
per rinascere sul Mandorlo alla primavera…”

