La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano per il mancato rispetto della normativa europea sugli appalti pubblici relativi all’autostrada Tirrenica.
A venire a conoscenza della questione è stato Sel.
“La comunicazione da parte del commissario europeo Michel Barnier al Ministro degli Esteri Federica Mogherini sarebbe avvenuta il 16 aprile scorso – spiega Marco Sabatini, vicepresidente della Provincia ed esponente di Sel –, un giorno prima che, in Senato, il Ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi, in occasione del question time sulle infrastrutture strategiche, rispondesse ai nostri parlamentari in pochi secondi con queste testuali parole: ‘Sussistono tutti i presupposti per proseguire nella realizzazione dell’opera autostradale, che rappresenta oggi l’unica soluzione possibile per risolvere tutte le problematiche della statale Aurelia in termini di sufficienza ed incidentalità’. Per queste ragioni, i parlamentari di Sel chiedono le dimissioni del Ministro Lupi”.
“L’Italia infatti, a differenza di quanto ha affermato il ministro Lupi, probabilmente troppo impegnato nella campagna elettorale – continua Sabatini –, secondo la Commissione europea è venuta meno agli obblighi della Direttiva 2004/18/CE con la stipula della nuova convenzione dell’11 marzo 2009 con la Società autostrada tirrenica che, senza pubblicazione di alcun bando di gara, ha esteso il termine della concessione per l’Autostrada A12 Civitavecchia-Livorno al 31 dicembre 2046. Già nel 2009, la Commissione europea osservò tale problematica, ma archiviò il caso in quanto l’Italia garantì di provvedere a ridurre la concessione di tre anni e ad obbligare Sat ad affidare a terzi il 100% dei lavori”.
“Tutto ciò non è però avvenuto – conclude l’esponente di Sel –: ad esempio, Sat, nel 2009 e nel 2012 pare aver assegnato due plurimilionari appalti in affidamento diretto a due imprese da essa controllate. Adesso la Repubblica italiana si trova quindi di fronte all’apertura di una procedura di infrazione che potrebbe recare un grave danno allo Stato”.
“Questo elemento, molto preoccupante, va ad aggiungersi alle molteplici ragioni che sono alla base della nostra richiesta di bloccare il progetto dell’autostrada – spiega il consigliere provinciale Valentino Bisconti -. Come evidenziato in una pluralità di occasioni, oltre all’inutilità dell’opera per i territori coinvolti e per il Paese, oltre alla non sostenibilità economica dell’autostrada, visto l’abbassamento del traffico veicolare, ed oltre alla pericolosità per il contesto idrogeologico, è evidente che sussiste forte il ‘dubbio’ anche di violazioni normative”.
“Si tratta di un progetto su cui pesano due ricorsi al Tar della Provincia di Grosseto e del Comune di Orbetello – continua Bisconti – sul non rispetto delle procedure di Via, sull’incoerenza tra progettualità preliminare e definitiva e sulla procedura a spezzatino voluta da Sat ed avvallata dal Governo e dalla Regione. Inoltre, ci sono anche i ricorsi delle associazioni ambientaliste e dei comitati dei cittadini”.
“A questo punto – sottolinea ancora Sabatini –, crediamo che la Regione Toscana non possa più continuare nella scelta scellerata dell’autostrada, che sta portando avanti contro i cittadini, i territori e l’ambiente. Il presidente Enrico Rossi deve mettere in primo piano gli interessi dei cittadini e deve bloccare la Tirrenica; insieme al Governo pensi piuttosto a definire un piano globale di interventi per la messa in sicurezza idraulica di tutta l’area grossetana, che tenga anche conto dei danni causati dall’alluvione del 2012, oltre ad immediate azioni migliorative della sicurezza dell’Aurelia. Gli interessi di Sat, ben rappresentati da Bargone, Commissario straordinario per il governo e presidente della società, non hanno certo bisogno di altri tutori”.
“La procedura di infrazione della Commissione europea confermano le vere finalità per cui esiste una forte volontà di realizzare l’autostrada: compiacere interessi a livello politico ed economico – dichiara Flavio Agresti, segretario provinciale di Sel -. Vedremo adesso quale sarà la risposta dello Stato e della Regione, che finora ha fatto finta di non capire e che ora ci auguriamo rivaluti tutta la vicenda della Tirrenica”.
Sulla questione interviene anche il coordinatore regionale toscano di Sel, Giuseppe Brogi.
“La Regione Toscana intervenga subito e pretenda chiarezza sulla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea – dichiara Brogi -. E’ gravissimo che Sat stia procedendo, come pare, senza alcun rispetto delle regole e che il Governo stia coprendo questo comportamento”.
“Mentre ancora pendono vari ricorsi al Tar – prosegue Brogi –, l’Europa mette nel mirino Sat, Anas e Governo, sordi fino ad oggi ai richiami lanciati da istituzioni, forze politiche, movimenti ed associazioni locali sui problemi ambientali e sociali causati da questa opera. La nostra regione non può accettare che Sat e Governo agiscano così disinvoltamente e da questa vicenda deve ricavare un ulteriore motivo di preoccupata riflessione e di revisione delle scelte, come da tempo sollecitano le popolazioni della Maremma”.
“Quel pregiato pezzo d’Italia che sta a cavallo tra Toscana e Lazio – conclude Brogi – si merita seri interventi per la messa in sicurezza dell’Aurelia, una robusta cura dell’assetto idrogeologico, così fragile da comportare ripetute alluvioni, collegamenti ferroviari degni di questo nome. E soprattutto si merita il rispetto pieno delle regole e della legge, cui tutti devono attenersi”.

