Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Fabio Meini, commenta il via libera della Giunta regionale al tracciato costiero dell’autostrada, parallelo alla ferrovia e all’Aurelia, e le discussioni nate in ambito politico da questa scelta:
“Rifondazione Comunista da sempre è stata contraria alla scelta autostradale e lo ha dimostrato in ogni passaggio – dichiara Meini -. La posizione del partito è stata sempre chiara: era ed è indispensabile la messa in sicurezza dell’Aurelia spostando il tracciato, dove si riteneva opportuno, e su indicazione delle popolazioni locali interessate. Rifondazione Comunista ha sempre denunciato tutti gli aspetti negativi correlati alla scelta autostradale a cominciare dallo sperpero di denaro pubblico, con la cessione alla Sat dei tratti già messi in sicurezza, per arrivare alla questione del pedaggio e quindi alla necessità di creare viabilità complanare alternativa“.
“Ma facciamo chiarezza sulle polemiche di questi giorni. – continua il segretario provinciale – Qualsiasi governo di coalizione nasce su un compromesso, ma questo non può cancellare posizioni diverse che nel tempo i diversi partiti hanno rappresentato con forza.
In questa fase in cui i giochi sembravano fatti, Rifondazione,si è impegnata ad ottenere la più ampia esenzione dal pedaggio per le popolazioni residenti nel territorio maremmano e la massima durata delle stesse, come si è impegnata sulla scelta di un tracciato meno impattante possibile sul territorio e sull’equilibrio ambientale.
Questa differenza di opinione con il Pd non è mai stata occultata sebbene, all’interno della giunta regionale, ci siamo impegnati a garantire il massimo di coesione e di lealtà con la maggioranza. Quando e se il giudizio sul livello complessivo del governo regionale e della sua azione dovesse risultare negativo non esiteremmo ad uscire immediatamente dalla maggioranza di governo della regione. Questo è l’ABC della politica ed i partiti non si possono certo rappresentare attraverso le mediazioni istituzionali che stanno ovviamente su di un altro piano“.
“Ciò che ci lascia esterrefatti è la posizione della segretaria del Pd di Albinia – conclude Meini -, la quale non se la prende con chi ha scelto il tracciato, ma con chi ha dato chiari segni di dissenso. Non vale quasi la pena ricordare che gli assessori sono nominati dal Presidente e non rappresentano i territori di provenienza (anche questo è ABC); se proprio si deve parlare di dimissioni dunque… sia intanto lei ha darle dal PD ed eventualmente, se proprio vuole chiederle ad altri, perché non le chiede direttamente al presidente Rossi?”

