Home GrossetoConsiglio comunale, i 5 Stelle: “Comportamento violento e sessista di sindaco e maggioranza”

Consiglio comunale, i 5 Stelle: “Comportamento violento e sessista di sindaco e maggioranza”

di Redazione
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Cosa significa essere fascisti oggi? Per quanto si affanni il nostro sindaco nel dichiararsi ‘democratico, moderato, liberista, detestatore profondo di ogni forma di violenza fisica e psicologica, di qualunque tipologia di sopraffazione a qualsiasi titolo e contro ogni sorta di totalitarismo a discapito della libertà individuale in ogni sua modalità, forma ed espressione’, alla prova dei fatti invece la ‘sua maggioranza’ dimostra di essere, sia direttamente che indirettamente (chi tace acconsente) esattamente l’opposto. E ciò lo dimostra con il comportamento tenuto sia in Consiglio comunale che nei social media: comportamento profondamente violento, dispotico e sessista“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Grosseto.

In Consiglio è ormai normale assistere a scene di violenza verbale e di profonda maleducazione, rivolte sopratutto alle consigliere del M5S – continua la nota -. Scene mai censurate né da lui nè tantomeno dal presidente del Consiglio Pacella, l’ultima delle quali giustificata come tipico ‘intercalare militare’ da parte del consigliere Pasquale Virciglio. D’altro canto è cosa normale rivolgersi ai colleghi in consiglio con intercalari come ‘ma che cazzo vuoi’ oppure ‘mi importa una sega di ciò che voi pensate’. Perché stupirsi, succede ogni giorno per strada, nei mercati, nelle piazze, in tv, in famiglia: specchio dei tempi e della involuzione della nostra società. E allora caro sindaco, tra i problemi che volete combattere, leggiamo, c’è anche il degrado, giusto? Parliamo allora di degrado culturale, valoriale ed educativo. Iniziate a farlo proprio dal Consiglio comunale“.

“Cosa significa essere fascisti oggi? Lo chiediamo anche alla minoranza di sinistra. Può significare, infatti, anche ostacolare la continuità scolastica/educativa dei bambini che, privi di colpe dirette, si trovano a sospendere il loro percorso a soli tre mesi dal termine dell’anno scolastico, pur rispettando quanto definito dalla legge sui vaccini, dalla circolare ministeriale e dall’accordo della Regione Toscana, solo per motivi meramente ideologici – terminano i consiglieri -. Può significare, nuovamente, ostacolare la continuità scolastica/educativa dei bambini, votando un regolamento comunale che autorizza il digiuno degli stessi, qualora i genitori (tutori) non avessero ottemperato al saldo della retta, vietando contemporaneamente la possibilità per loro di poter consumare il cibo portato da casa. Ad ognuno la sua riflessione“.

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