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Falusi, Giuntini: “Accuse della minoranza meschine, per l’affitto vicini a soluzione”

“Sono mesi che sto dichiarando che il Comune di Massa Marittima, tra le varie questioni che riguardano il Falusi, si sta occupando anche dell’affitto della residenza Marina di Levante, e che ero ottimista sulla possibilità di giungere ad una soluzione”.

A dichiararlo è il sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini.

“Rispetto a queste mie dichiarazioni, fino a pochi giorni fa le minoranze mi davano del bugiardo e, ora che probabilmente hanno ricevuto delle informazioni, provano a prendersi il merito, dicendo che qualcosa si sta muovendo a seguito delle sollecitazioni istituzionali e mediatiche. Ma si dichiarano non soddisfattie – prosegue il sindaco –. E invece dovrebbero chiedere scusa al sottoscritto e ai cittadini per aver strumentalizzato in modo meschino la complessa vicenda del Falusi, di cui il Comune di Massa Marittima si sta occupando costantemente dal marzo 2021, dopo aver preso atto della volontà irrevocabile del presidente del Cda di dimettersi. La richiesta di riduzione dell’affitto, che da gennaio 2021 viene pagato attraverso il Coeso, è stata avanzata alla Regione Toscana seguendo il percorso istituzionale corretto: il Commissario, in accordo con il Comune, ha inviato una richiesta formale al Coeso e il Coeso a sua volta si è relazionato con la Regione, la quale ha dimostrato fin da subito la disponibilità a trovare una soluzione. Un iter che ha richiesto diversi mesi, perché tutti i soggetti coinvolti erano interessati, che fosse ineccepibile sul piano normativo. E rispetto ai tempi, paragonare l’Asp Falusi alla sede dell’Ars (Agenzia regionale della Sanità) è sinonimo di ignoranza o di malafede, perché il Falusi è un soggetto pubblico, ma non è regionale.

“Siamo comunque soddisfatti di essere vicinissimi alla soluzione – prosegue il sindaco, che arriva grazie all’impegno costante del Comune, del Commissario, del Coeso e della Regione, ovvero di quei soggetti che se ne sono occupati seriamente per tutto questo tempo e non di chi si è limitato a uscite plateali a mezzo stampa, o a buffonate come incatenarsi davanti al Consiglio regionale, salvo poi non riuscire ad affrontare la questione in Consiglio comunale, come si dovrebbe fare, poiché lo scorso 22 dicembre la minoranza ha scelto di ritirare la mozione per assenza dei consiglieri. Come mai adesso chiedono un incontro pubblico? Il luogo deputato al confronto politico è il Consiglio comunale e non la piazza, anche perché non riconosco il Tavolo della salute come un interlocutore credibile. Quindi se vorranno, potranno affrontare la questione nelle sedi opportune, ovvero nel primo Consiglio comunale utile“.

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