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#lascuolachevorrei: ecco il progetto della diocesi che guarda al futuro degli alunni

di Roberto Lottini
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La Chiesa di Grosseto è storicamente presente sul territorio anche attraverso una qualificata offerta di servizi educativi che abbracciano tutte le fasi della formazione: dai nidi alle scuole superiori.

Una presenza che negli anni si è andata rafforzando e si è modellata sui cambiamenti che l’educazione ha sollecitato e sul desiderio di contribuire alla formazione delle nuove generazioni, affinché la rete scolastica sia non solo un luogo di istruzione, ma ancor prima di educazione a tuttotondo dei giovani.

Il cambiamento che il mondo oggi sta affrontando richiede un riposizionamento complessivo anche delle realtà formative ed educative, che sono in prima linea nel vivere e gestire tutto ciò che da questo cambiamento scaturisce.

Per questo, la diocesi di Grosseto ha avvertito il bisogno di aprire una riflessione attenta su come affrontare questo cambiamento in atto e su come le strutture educative cattoliche possono farlo.

Parte da qui l’iniziativa #lascuolachevorrei, un percorso per riorientare in maniera decisa e univoca la presenza dei servizi educativi cattolici, perché siano ancora di più realtà protagoniste sul territorio, agganciati alle sue trasformazioni, sempre più aderenti alle sue aspettative, ai suoi bisogni, alle sue necessità.

Attraverso #lascuolachevorrei la diocesi si mette in ascolto e chiama a raccolta il territorio, attraverso le sue diverse componenti e competenze, per aprire un confronto dal quale far emergere idee, proposte, suggerimenti per aprire una fase nuova della presenza delle realtà educative cattoliche sul territorio.

Questo progetto nasce dall’esigenza della diocesi di Grosseto di offrire qualcosa d’importante in un ambito fondamentale come quello rappresentato dall’educazione – spiega il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni -. La nostra Chiesa sente la responsabilità di arrivare nelle scuole e di far sentire la sua presenza attiva ai genitori, agli alunni e agli insegnanti per dare loro delle risposte concrete”.

Il nostro studio nasce dal desiderio di vivere in maniera attiva la gestione del cambiamento che attraversa non soltanto la società contemporanea, ma anche il mondo della scuola – sottolinea Marco De Santis, formatore professionista e consulente aziendale –. Utilizzeremo un approccio originale, che va dal basso verso l’alto: prima conosceremo le richieste, poi formulaeremo le offerte più appropriate. #lascuolachevorrei sarà un progetto simile a quelli aziendali, con una  particolare attenzione alla comunicazione. Vorremmo dare una proposta educativa alle scuole di Grosseto per far sì che il futuro degli studenti sia migliore del presente. Dobbiamo offrire agli alunni un vantaggio competitivo che sia spendibile nel mondo del lavoro”.

Questo progetto nasce da una lunga riflessione  – evidenzia don Pier Mosetti, responsabile del coordinamento delle scuole cattoliche della diocesi di Grosseto -. La nostra è una sfida interessante e bella, che si prefigge l’obiettivo di gestire il cambiamento che attraversa la scuola moderna”.

Il fil rouge che lega questo progetto – spiega Paola Biondo, preside dei licei ‘Chelli’ – è la necessità di aiutare i ragazzi ad essere inseriti nella realtà di oggi e il desiderio di offrire loro una speranza per il futuro attraverso prospettive concrete”.

Ci auguriamo che la città apprezzi la nostra proposta – aggiunge Barbara Benrardini, preside della scuola media ‘Madonna delle Grazie’ -, che è indirizzata ad un variegato target di studenti”.

Il progetto

Il primo passo del progettto sarà un focus group della durata di tre ore, in programma venerdì 22 maggio, dalle 16 alle 19, alla Fondazione Chelli, in via Ferrucci 11, a Grosseto, a cui verranno invitati a partecipare circa trenta personalità del territorio provenienti da settori diversi (professioni, categorie produttive, mondo della cultura e del sociale, rappresentanti delle istituzioni e del mondo del volontariato), in grado di rappresentare sfaccettature diverse di Grosseto e della provincia. A loro si aggiungeranno insegnanti e dipendenti delle scuole cattoliche, famiglie, ex alunni.

La prima parte del focus group si svolgerà in modalità brain storming, la seconda in elaborazione dei risultati.

Le scuole cattoliche nella diocesi di Grosseto

Attualmente le scuole cattoliche sono così distribuite:

  • 5 micro nidi: Sant’Anna, Sacro Cuore, Cottolengo (Grosseto), Castiglione della Pescaia e Ribolla;
  • 9 scuole dell’infanzia: Sant’Anna, Sacro Cuore, Cottolengo, San Giuseppe, Santa Elisabetta, Santa Lucia (Grosseto); Caldana, Castiglione della Pescaia e Ribolla;
  • 1 scuola primaria: Sant’Anna;
  • 1 scuola secondaria di primo grado: Madonna delle Grazie (che quest’anno celebra i suoi 20 anni di presenza);
  • 1 scuola secondaria di secondo grado: liceo classico e scientifico “Chelli”;
  • 1 scuola di musica: presso la Fondazione Chelli con corsi strumentali e di canto (lirico, leggero e corale); per bambini, ragazzi ed adulti (sia pre accademici che corsi liberi ed amatoriali) e un laboratorio di musicoterapia.

Nella foto, da sinistra: Barbara Bernardini, Paola Biondo, Marco De Santis, il vescovo Rodolfo Cetoloni, don Pier Mosetti.

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