Pubblicato il: 18 Aprile 2019 alle 17:31

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Verso le amministrative, Travison: “I candidati snobbano il mio appello sull’inceneritore”

Al mio appello per la firma di un documento condiviso sulla contrarietà all’inceneritore di Scarlino ho ricevuto solo un rifiuto, tra l’altro scontato, mentre gli altri due candidati sindaco neppure si sono preoccupati di rispondermi privatamente o pubblicamente“.

A dichiararlo è Francesca Travison, candidata a sindaco di Scarlino per la lista civica “Scarlino può”.

“Sottoscrivendo il documento avremmo garantito agli scarlinesi che chiunque vincerà le amministrative avrebbe poi difeso in tutte le sedi la volontà della popolazione di non far ripartire l’impianto – spiega la candidata -. Eppure, come ci aspettavamo che accadesse, Marcello Stella e Emilio Bonifazi non hanno neppure risposto alle mie sollecitazioni, mentre Roberto Maestrini ha inviato alla stampa un comunicato delirante, nel quale ancora una volta tiene a sottolineare la sua estraneità ai partiti di centrosinistra. Non solo: mi accusa di non essermi battuta contro l’inceneritore in questi cinque anni in cui ho ricoperto il ruolo di consigliere di minoranza. Mi viene per questo un dubbio: forse Maestrini non era presente a Scarlino per rendersi conto del mio impegno in Consiglio comunale? Le sue visite sporadiche in paese sono riconducibili solo alla settimana di agosto in cui si celebravano le Carriere“.

“Quando poi mi taccia di strumentalizzare un argomento così delicato come quello inerente l’inceneritore, perché manovrata da partiti e da giochi politici sotterranei, cade nel ridicolo – sottolinea Francesca Travison: la mia lista civica è appoggiata dal centrodestra, lo ribadisco ancora una volta. Maestrini invece continua a mentire dicendo che la politica è fuori dalla sua compagine, quando come promotore ha un ex sindaco del Pd di Scarlino, quando lui stesso è stato consigliere comunale per lo stesso partito e sotto lo stesso sindaco, quando per di più proprio loro erano alla guida del Comune negli anni decisivi della vicenda inceneritore. Dal 2009 al 2014 quando hanno amministrato Scarlino Bizzarri e Maestrini, l’impianto ha ricevuto il primo benestare dalla Provincia di Grosseto, sempre in mano al centrosinistra: perché allora non lottarono contro l’apertura di quel ferrovecchio? Era quello il momento di opporsi come Comune sede d’impianto: e invece nulla venne fatto e oggi Scarlino ne paga le conseguenze“.

“Strumentalizzare è il termine di chi non sa decidere di fronte alle situazioni, atteggiamento tra l’altro tipico del centrosinistra, per rimanere a cavallo tra più opzioni – termina la candidata -. Quando ho proposto il documento ai candidati sindaco di Scarlino l’unica intenzione era quella di assicurare agli scarlinesi una posizione netta e decisa da parte di chiunque andrà a amministrare il Comune contro l’inceneritore di Scarlino. Adesso i cittadini sanno quali sono state le risposte: a loro la scelta dentro le cabine elettorali“.

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