Pubblicato il: 25 Febbraio 2018 alle 21:21

Ambiente

Geotermia, il comitato: “Via libera alle ricerche a Pancole, a rischio il territorio”

Il comitato Scansano Sos Geotermia segnala con “grandissima preoccupazione il via libera dato alle ricerche geotermiche profonde nella frazione di Pancole”.

Il Nucleo regionale per la Valutazione dell’impatto ambientale (Via) ha infatti concluso il suo iter proponendo alla Giunta regionale della Toscana di dare parere positivo e dunque l’autorizzazione alla società Terra Energy, titolare del “permesso di ricerca Scansano”.  Ed ha notificato un verbale al Comune di Scansano venerdì 22 febbraio.

Una decisione scriteriata e pericolosa per il comitato, che si prepara a sostenere i ricorsi in tutte le sedi.

“Insediamenti di sfruttamento industriale della risorsa geotermica, come più volte denunciato dal comitato, sono infatti incompatibili con ogni altra iniziativa economica e la Maremma, il territorio di Scansano in particolare, è da anni luogo di produzioni vitivinicole ed agroalimentari di pregio, protette da marchi Doc, Docg e Dop che raccolgono riconoscimenti non solo in Italia. Si mettono così a rischio imprese e posti di lavoro realizzati negli anni anche con il contributo di consistenti finanziamenti pubblici – si legge in un comunicato del comitato Scansano Sos Geotermia -. È assolutamente risibile la distinzione fatta dalla ditta proponente Terra Energy, ed accolta dal Nucleo di valutazione, tra permesso di ricerca e costruzione della centrale. In nome di questa distinzione, si tratta ‘solo’ di ricerca, nel verbale che apre la strada ai permessi il Nucleo regionale soprassiede a tutte le perplessità ed obiezioni, pur dichiarate, rispetto ad un progetto che non fuga, anzi aumenta, le preoccupazioni per l’impatto economico, ambientale e paesaggistico sul territorio”.

“La distinzione cade quando, nello stesso verbale, a pagina 10, la ditta Terra Energy mette agli atti che, conclusa la fase di ricerca, ‘in caso di successo i pozzi esplorativi saranno utilizzati per la produzione di energia e in loco sarà mantenuta la postazione’ – continua la nota -. Dando così per scontata la successiva realizzazione di una centrale geotermica. Anche se il Nucleo di valutazione chiarisce in due passaggi che la futura definizione della Aree non idonee, con la conseguente possibile modifica del Piano energetico regionale, potrebbe escludere quel sito dallo sfruttamento geotermico”.

“Purtroppo, è ormai scontato che la zonizzazione delle Aree non idonee non vedrà la luce prima del via libera della Giunta regionale al permesso di ricerca. Come è prevedibile, proprio in vista della zonizzazione si scateneranno pressioni inaudite per scongiurare l’inserimento di quel sito tra i non idonei. Perché quelle ricerche profonde ed invasive, due pozzi, uno in verticale e l’altro deviato, di 3500 metri ciascuno, sono molto costose e chiaramente finalizzate al successivo sfruttamento industriale della geotermia – spiega il comitato -. Non bastano le vaghe promesse elettorali di questi giorni a tranquillizzare i cittadini che da quasi due anni si battono per difendere tutta la Maremma da un progetto assolutamente incompatibile con gli sforzi economici per tutelare un territorio unico e i suoi prodotti di eccellenza”.

“Il comitato Scansano Sos Geotermia, che sta organizzando un’assemblea pubblica dopo aver raccolto mille firme contro questi progetti, chiede a tutto il mondo politico, ed in particolare ai candidati che in questi giorni sollecitano voti, dichiarazioni impegnative ed inequivocabili prima delle elezioni. Avevamo invocato una moratoria, come avvenuto nel Lazio, per sospendere la valutazione delle richieste di ricerca, proprio in attesa della zonizzazione delle Aree non idonee. Ma non è arrivata alcuna risposta, mentre l’iter amministrativo è stato concluso per Pancole e va avanti per il permesso di Pomonte – termina il comunicato -.  Il silenzio delle istituzioni regionali, dopo la netta presa di posizione contro la geotermia industriale da parte dell’amministrazione comunale di Scansano, sta diventando assordante e sempre più preoccupante. Lo ribadiamo, servono chiarimenti e impegni urgenti, che scongiurino interventi invasivi e lesivi di un territorio che meriterebbe di essere dichiarato patrimonio dell’umanità. I danni potrebbero risultare irreversibili”.

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