Pubblicato il: 17 Dicembre 2014 alle 22:20

GrossetoPolitica

Sede di Acquedotto del Fiora all’ex scalo merci, il centrodestra: “Tassa occulta per i cittadini”

La cessione da parte del Comune all’Acquedotto del Fiora dell’ex scalo merci della stazione di Grosseto è una tassa occulta nei confronti dei cittadini, che finanzieranno con il pagamento delle bollette la costruzione della nuova sede del gestore idrico“.

E’ il succo di un’interrogazione presentata dai consiglieri di centrodestra per denunciare le modalità tramite le quali il gestore idrico ha intenzione di acquistare l’area adiacente alla stazione del capoluogo maremmano per costruire la sua nuova sede.

La vicenda ha origine nell’ottobre 2013 – spiega Giacomo Cerboni del Nuovo Centrodestra -, quando il Comune ha messo all’asta un lotto di 1300 metri quadri, con capacità edificabile di 2183 metri quadri, che si trova nell’ex scalo merci della stazione. La base d’asta è stata fissata ad oltre 1 milione e 200mila euro. Avendo alcune strutture in affitto, l’Acquedotto era interessato all’acquisto del terreno per costruirvi una sede unica, ma ha posto al Comune come condizione che fosse ampliata la capacità edificabile del lotto”.

Dopo che la Giunta ha predisposto un tavolo tecnico per esaminare la questione, il Comune – continua Cerboniha espresso parere favorevole alla richiesta, impegnandosi ad ampliare il lotto ad almeno 3mila metri quadri tramite un’apposita variante urbanistica, che avrebbe approvato entro il 31 dicembre 2014, ed ha riaperto il bando per l’acquisto dell’area. Nel frattempo, l’Acquedotto del Fiora ha già pagato 800mila euro, mentre la restante quota sarà versata quando sarà approvata la variante, che ancora non è stata sottoposta alla votazione del Consiglio comunale a causa di un atteggiamento sprezzante da parte della Giunta”.

A questo punto – incalza il consigliere del Nuovo Centrodestra, è chiaro che il Comune non ha rispettato gli accordi pattuiti con l’Acquedotto del Fiora e, soprattutto, non ha quantificato la somma che il gestore idrico dovrà sborsare in più per la variazione di superfice dell’ex scalo merci. Dato che ormai, a causa di tempi tecnici, il Consiglio comunale non riuscirà ad approvare la variante entro la fine del 2014, il Comune ha pensato bene, attraverso una delibera di giunta approvata lo scorso 9 dicembre, di chiedere all’Acquedotto una proroga di un anno per espletare tutta la procedura del lotto”.

L’area dell’ex scalo merci costa 1 milione e 200mila euro, senza contare la spesa per costruire un edificio che dovrà ospitare l’Acquedotto – sottolinea Luigi Colomba del Buongoverno -. Quello che ci chiediamo è: perché il gestore idrico non ha optato per una soluzione più economica per la sua nuova sede? L’Acquedotto del Fiora è una società pubblica che esercita un ruolo di monopolio sul servizio che offre e suoi introiti, che ad oggi sono molto consistenti, dipendono interamente dalle bollette pagate dai cittadini e devono essere impiegati con oculatezza, invece che essere utilizzati per costruire una nuova sede”.

Le bollette sono molto spesso salate – continua Colomba, ma l’Acquedotto impiega queste entrate solamente per realizzare interventi urgenti. Sarebbe meglio che il gestore utilizzasse queste risorse per ammodernare la rete idrica piuttosto che per costruire la nuova sede o sponsorizzare eventi”.

A breve – conclude l’esponente del Buongoverno, scriveremo al presidente dell’Acquedotto del Fiora per chiedere chiarimenti su questa vicenda e per sapere se ha pensato ad una soluzione alternativa e meno onerosa per la nuova sede”.

Nella foto: Luigi Colomba e, a destra, Giacomo Cerboni

Tag
Mostra di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Pulsante Torna su