Agricoltura

Predazioni: ennesimo attacco sventato grazie ai cani da protezione del bestiame

Tre attacchi scongiurati in una settimana: l'ultimo il 21 maggio

Da quando ho i cani da protezione del bestiame non ho più subìto perdite“. A testimoniarlo è Damiano Diani, allevatore dell’azienda agricola Diani, socio di DifesAttiva, che lo scorso 21 maggio ha visto sventare dai suoi due cani l’ultimo tentativo di predazione nei confronti del suo gregge di 160 pecore.

“Stavo portando il gregge al pascolo e, come di solito succede, Arya, il cane femmina, stava facendo il giro di perlustrazione dell’area. Mentre aspettavo che rientrasse dalla perlustrazione ho visto che i cani erano nervosi e attratti da qualcosa e la femmina ha iniziato a correre verso il fosso abbaiando finché non è sbucata fuori inseguendo un predatore e facendolo andare via – spiega Diani. Quello è stato l’ultimo attacco sventato grazie ai cani“.

Un’azienda di 110 ettari, di cui 40 boschivi, con un gregge di 160 pecore protetto da due cani da protezione del bestiame, Arya e Spettro, nomi scaturiti dalla passione per la serie tv ‘Il trono di spade’, arrivati nell’aprile scorso con il percorso intrapreso insieme a DifesAttiva. Un percorso sicuramente vantaggioso per i risultati, ma che comporta un enorme sforzo per impegno e costanza da parte dell’allevatore, e anche un discreto sforzo economico. Due cani che, oltretutto, rappresentano l’inizio di un percorso che chiaramente va rinforzato, con l’arrivo di altri cani, in base al numero delle pecore. L’azienda dal 2015 ha anche un ricovero notturno, grazie al progetto Medwolf, dove far riposare di notte le pecore assicurando loro protezione.

Il picco delle predazioni – continua l’allevatore Diani lo abbiamo avuto tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, quando lasciando il gregge anche solo per un’ora arrivava matematicamente qualche predatore. Le pecore erano spaventate e come si muoveva una frasca scappavano verso l’azienda. Poi da quando abbiamo preso i cani le cose sono cambiate. Inizialmente li abbiamo inseriti nel gregge per creare una convivenza tra cani e pecore e già la prima uscita insieme, lo scorso primo maggio, i cani mi hanno osservato mentre cacciavo via un predatore: quella è stata l’occasione per loro di individuare da subito qual è l’elemento di pericolo per il gregge. Per il primo mese li ho comunque accompagnati io al pascolo, come il protocollo di DifesAttiva mi consigliava, poi ad agosto 2020 un altro episodio: durante il pascolo si avvicina un predatore che prova ad aggredire le pecore, ma i cani intervengono immediatamente e insieme lo cacciano. Da quel momento abbiamo cominciato a lasciare solo il gregge affidandolo solo ai cani e, nel mese di novembre, in una sola settimana, sono riusciti a sventare ben tre attacchi senza che il gregge si spostasse dal pascolo“.

Risultati importanti non solo perché il gregge non ha subito più perdite, ma anche perché “mentre prima il gregge era terrorizzato e non pascolava bene – conclude Diani -, adesso segue i cani ed è tranquillo. Una differenza abissale nella gestione, nonostante il grande sforzo quotidiano per l’educazione dei cani, per l’acquisto del mangime e per le cure veterinarie in parte coperte da DifesAttiva, che si ripercuote però positivamente sia sulla produzione del latte sia sul tempo di lavoro in azienda, considerando che prima eravamo obbligati a fare pascolo assistito, mentre adesso grazie ai cani ho anche più tempo da dedicare all’azienda”.

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