Grosseto. Venerdì 23 febbraio, alle 16, nell’aula magna della Fondazione Polo universitario grossetano, in via Ginori 43, l’archeologa Sara Rojo Munoz terrà la conferenza “Strade di acqua. Mobilità e risorse nell’Albegna in epoca etrusca“, che fa parte del progetto “Incontri con le voci dell’archeologia”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Polo universitario grossetano, il Dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena e l’Associazione archeologica maremmana allo scopo di divulgare i risultati delle ricerche svolte sul territorio.
Sara Rojo comincia i suoi studi sul mondo antico a Madrid, nelle università Autónoma e Complutense. Nel 2017 si trasferisce a Siena, dove ha conseguito la Laurea magistrale in archeologia, con una specializzazione in etruscologia; attualmente sta finendo il dottorato nel programma regionale toscano Pegaso con una ricerca sulla produzione di vino e sull’esportazione dello stesso della valle dell’Albegna mediante le anfore da trasporto locali.
La dottoressa Rojo anticipa così il tema che tratterà alla Fondazione Polo universitario grossetano: “La valle dell’Albegna costituiva in epoca etrusca il limite settentrionale che chiudeva il territorio di Vulci; la sorgente del fiume si trova sul Monte Labbro, appartenente al sistema del Monte Amiata, e scorre perpendicolarmente alla costa del Mar Tirreno, dove si estende un’ampia pianura. È per questa sua forma che la valle è diventata un luogo di divisione (tra Vulci e Roselle, così come in generale tra l’Etruria meridionale e settentrionale) e di comunicazione (all’interno della valle e tra l’Etruria interna e il mare).
L’acqua, che è l’elemento che ha creato questo sistema geografico, è anche una grande protagonista nella creazione di percorsi, grazie alla lunghezza del fiume e al suo orientamento, nonché alle vie minori aperte dai flussi affluenti. Grazie al suo sbocco sul mare, è anche responsabile dei contatti con altri popoli nella valle stessa, così come nei porti stranieri; tuttavia ci sono difficoltà nell’identificare quando queste vie venivano utilizzate poiché mancano sufficienti tracce di questi percorsi. Gli itinerari sono meglio conosciuti grazie resti delle strade romane Aurelia e Clodia che seguivano, almeno in parte, quelle più antiche; alcune di esse perdurarono anche nel medievo.
Durante l’intervento si parlerà delle vie di comunicazione terrestri e fluviali della valle e della loro interazione con altri elementi, come le attività rurali e le risorse naturali per l’alimentazione e per la produzione, che potevano venir sfruttate prima della conquista romana del territorio. Metteremo inoltre in relazione le strade interne con la loro uscita sul mare e le possibilità che il sistema offriva alle antiche società locali.”
La partecipazione è libera e gratuita.

