Un mese dentro la vita di un ospedale, sospeso di fronte all’ignoto. Per la prima volta, una videocamera mostra il fardello emotivo e la gentilezza nei rapporti tra pazienti e personale sanitario durante lo scoppio della pandemia da Covid-19. Lo fa grazie a Michele Aiello, regista che ha girato all’interno degli Spedali Civili di Brescia “Io resto” è ciò che vede in quei giorni, l’unico documentario girato interamente proprio dove l’emergenza è stata più dura e drammatica, prodotto dal regista stesso insieme a Luca Gennari e Zalab, in collaborazione con Rce Foto Verona e Comune di Brescia.
Il film sarà proiettato venerdì 18 marzo, alle 21.15, al Cinema Stella, in via Goffredo Mameli 24, a Grosseto, con la partecipazione dei rappresentanti dell’Omceo (Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri) e dell’Opi (Ordine delle professioni infermieristiche) di Grosseto.
Due anni fa, in questi giorni, iniziavano a susseguirsi le prime ancora confuse notizie sul contagio da coronavirus. Le immagini di ciò che è stato, la memoria di chi ha visto la sua vita radicalmente cambiare – per l’assenza e la mancanza dei cari che non ci sono più – rimangono impresse necessariamente a lungo. Mentre si avvicina il secondo anniversario della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus – il prossimo 18 marzo – torna nei cinema “Io resto”, documento potente ed evocativo, manifesto per il futuro.
“Il rispetto verso i testimoni di questa storia non è stata l’unica sfida di questo progetto – dichiara Michele Aiello -. Di fatto, io e Luca Gennari abbiamo scritto la storia mentre la filmavamo. Uno dei pochi punti fissi che ci ha guidati fin dai primi giorni di ripresa è stato dirsi che questa storia avrebbe potuto solo che essere collettiva, e così poi è stato. Il punto di vista, invece, si è costruito naturalmente nello stare lì. Pian piano siamo diventati anche noi parte integrante di quella cosa che stavamo vivendo e filmando, compagni di viaggio di tutte le persone di questa storia”.
“Anche il nostro territorio ha pagato caro in termini di vite – dichiara Nicola Draoli, presidente di Opi Grosseto –: sono 300 le vittime dall’inizio della pandemia in provincia di Grosseto. Con la proiezione vogliamo riconoscere un tributo a chi si è ammalato e ha pagato un costo altissimo e tra questi anche tanti professionisti sanitari e non. In italia sono stati almeno 90 gli infermieri purtroppi deceduti. Con questo evento intendiamo creare un’occasione per recuperare la memoria di quello che abbiamo vissuto e dei sacrifici che tutti, sanitari e cittadini sono stati chiamati a compiere”.
E la conservazione della memoria è un elemento fondamentale anche per Paola Pasqualini, presidente dell’Omceo di Grosseto: “In Italia sono oltre 100mila le vittime di Covid-19 e di queste 372 sono medici. Con ‘Io resto’, Aiello riesce a raccontare la difficoltà di sanitari e pazienti, privati dal contatto e dal calore umano, che è parte integrante della nostra attività di cura, e ci ricorda che coltivare la memoria è fondamentale affinché chi ha dato la propria vita non l’abbia persa invano“.
In “Io resto” vengono mostrati i rapporti tra personale sanitario e pazienti, il bisogno di contatto e relazione, reso difficile dalle regole necessarie per la profilassi. Quello della prima ondata di Covid-19 è un momento particolare, che ha visto il mondo unirsi nella tragedia e cercare insieme strategie di contenimento del virus. Con il suo documentario Aiello racconta la quotidianità all’interno di un ospedale martoriato dal Covid, per tenere traccia – e memoria – di un periodo storico per molti inimmaginabile. L’ingresso in sala è gratuito.
La diffusione del film avviene al cinema e in qualsiasi luogo di aggregazione sociale e di formazione universitaria. Infatti, il documentario aderisce alla filosofia della Distrubuzione Civile (#soloalcinema), un modello che non considera solo il circuito delle sale, della fruizione tv o tramite piattaforma, ma consente a chiunque, cittadini e associazioni, di poter proiettare il film in un luogo pubblico ritenuto opportuno, con un pubblico che vive l’esperienza della visione insieme, fianco a fianco.
Per i suoi meriti e la potenza evocatica, come messaggio di vicinanza alle comunità più colpite dal covid, il film ha ottenuto per la diffusione il patrocinio di FnomceO, Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri. Inoltre, al documentario è stato conferito anche il patrocinio di Fnopi – Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche, ruoli protagonisti nelle immagini di scena.
Festival e premi
Visions du Reel 2021: Grand Angle | Anteprima mondiale
Biografilm Festival 2021: Best Film Award Biografilm Italia
Ortigia Film Festival 2021: Premio Miglior Documentario Premio “Sebastiano Gesù”
PerSo Social Film Festival 2021: Menzione Speciale PerSo Cinema Italiano
Documentaria Film Festival 2021: Miglior Documentario “Visioni Doc Italia”
London International Documentary Film Festival 2022: online dal 13 al 27 marzo

