Giovedì 31 ottobre, alle 18.30, nell’aula magna del Polo Bianciardi di Grosseto, l’associazione A.Gi.Mus. offrirà un altro concerto agli appassionati di musica: per l’ormai consueto appuntamento mensile con giovani musicisti provenienti da ogni parte d’Europa salirà sul palco la violoncellista Valentina Bionda.
Piemontese, diciannove anni, ha cominciato prestissimo lo studio del violoncello sotto la guida del maestro Andrea Pecelli. Ha fatto parte dell’Orchestra da camera giovanile di Domodossola, dell’Orchestra sinfonica giovanile del Vco e dal 2012 collabora con la Cappella musicale del Sacro Monte Calvario di Domodossola. Nel 2013 ha vinto il primo premio assoluto e il premio come migliore interpretazione al Concorso nazionale di Valstrona e nel 2014 ha vinto il “Premio Crescendo” di Firenze, nella sezione di musica da camera.
Nel 2016, grazie ad un progetto del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, che ha frequentato sotto la guida del maestro Christian Bellisario, si è esibita in formazione da camera con il flautista Giampaolo Pretto e nel 2017 ha vinto il primo premio, nella sezione musica da camera, al concorso “D. Lafasciano” di Milano.
Dal novembre 2018 è concertino dei violoncelli nell’Orchestra giovanile italiana; nel 2019 ha frequentato l’ultimo anno di triennio alla Scuola di musica di Fiesole con il maestro Luca Provenzani e ha partecipato a masterclass dei maestri Patrizio Serino e Giovanni Gnocchi. Un curriculum denso di studi e riconoscimenti quindi per Valentina Bionda, che proporrà a Grosseto un programma importante, interamente dedicato alla musica di Johann Sebastian Bach: le Suites per violoncello solo N. 3 e 4.
Composizioni dalla data incerta (probabilmente prima del 1720), le sei Suites rappresentano una pietra miliare nella storia del violoncello, che era impiegato per lo più come strumento di accompagnamento del basso continuo, mentre le parti solistiche erano affidate alla famiglia delle viole da gamba. Bach invece scrisse per “violoncello solo, senza basso”, portando tale strumento al ruolo di solista. La musica, scritta senza segni che fungano da guida, pone problemi tecnici, dinamici e di interpretazione tali da renderla “croce e delizia”, punto di svolta per i violoncellisti che vi si accostino.
Ingresso libero.

