“Aiuto! Siamo stati rapinati da due finti tecnici dell’Enel“.
Questo è quanto è stato riferito ai carabinieri di Porto Santo Stefano nella mattinata di due giorni fa da un uomo residente nel Promontorio che si trovava presso l’abitazione di un conoscente per assistere la moglie gravemente malata.
Dopo pochi istanti, i militari della locale stazione, già impegnati in un servizio di controllo del territorio insieme ai carabinieri del Norm della Compagnia di Orbetello, sia in borghese che in divisa, hanno predisposto posti di blocco su tutto il territorio, controllando auto e persino gli autobus provenienti dalla frazione dell’Argentario, ma senza riuscire a intercettare i malviventi.
Una volta arrivati sulla scena del crimine e al termine di un accurato sopralluogo, i carabinieri hanno acquisito tutte le tracce e cercato di ricostruire la dinamica dei fatti, anche alla luce del racconto della vittima.
L’uomo, infatti, ha raccontato di aver aperto la porta a due persone, un uomo e una donna, che, spacciandosi per tecnici dell’Enel con l’obiettivo di introdursi nell’abitazione per controllare il contatore, lo avrebbero prima picchiato e successivamente, mettendo la casa a soqquadro, avrebbero rubato una somma di denaro di 1.500 euro.
Tuttavia, ai militari dell’Arma qualcosa non tornava. Indagando a 360 gradi, l’ipotesi della rapina si è allontanata con il passare delle ore in quanto sia dalle immagini della videosorveglianza comunale che dagli elementi raccolti dai militari dell’Arma durante il sopralluogo non si aveva traccia né del transito di persone corrispondenti alla descrizione né tantomeno la scena del crimine era compatibile con il racconto reso dall’uomo. In altre parole, sembrava tutto falsificato a proprio uso e consumo.
I carabinieri, pur non tralasciando alcuna ipotesi, hanno quindi puntato l’attenzione verso la “vittima” del reato, la quale, messa all’angolo dai militari davanti al quadro indiziario delineato, alle informazioni acquisite e alle contraddizioni emerse dai vari racconti, non ha potuto far altro che confessare la realtà dei fatti, ovvero quella di aver simulato una rapina, approfittando delle gravi condizioni della donna assistita, con l’obiettivo di rubare quella somma di denaro con la vana speranza di farla franca.
Il denaro, infatti, su indicazione dell’uomo, è stato poi interamente ritrovato dai carabinieri presso l’abitazione dell’uomo, nascosto in attesa di un probabile versamento sul suo conto corrente.
L’uomo, di 60 anni, operaio, con diversi problemi di natura economica, è stato quindi denunciato per furto aggravato, simulazione di reato e procurato allarme per aver denunciato falsamente di aver subito una rapina e aver suscitato allarme non solo presso l’autorità giudiziaria, ma anche tra gente della frazione argentarina.
L’intera refurtiva è stata invece riconsegnata agli aventi diritto.
In poco meno di 24 ore, quindi, i carabinieri della stazione di Porto Santo Stefano hanno fatto luce su un episodio che avrebbe potuto minare la serenità dei residenti e hanno assicurato alla giustizia l’autore del gesto.
Tuttavia, i militari dell’Arma ribadiscono ai cittadini di far attenzione e di segnalare al 112 eventuali persone sospette che possano presentarsi alla porta qualificandosi come tecnici del Comune o addirittura appartenenti alle Forze dell’Ordine.

