Martedì primo agosto, alle 19, nell’antico borgo di Magliano, si inaugura, presso l’associazione culturale e galleria d’arte contemporanea Arti in Corso, la mostra “Incontri”, sculture di Monica Mariniello, con il patrocinio del Comune.
Conosciuta in Francia, dove vive e opera da molti anni, per le sue istallazioni monumentali en plain aire in ferro, la scultrice di origine senese Monica Mariniello presenta ad Arti in corso opere appartenenti a serie diverse.
Nei “Viaggiatori” – figure umane in terracotta sul dorso di grandi animali – traspare la metafora del viaggio come percorso interiore, “un invito a trasportare l’anima alla superficie – rivela Mariniello –, rompendo le catene del quotidiano”.
Le opere della serie “Mondo”, in terracotta, acciaio e fotografia, mostrano territori di chiarità, libertà e pace, un sogno di una età dell’oro che forse abbiamo perduto. Nei piccoli lavori di “Terra e ferro”, l’autrice va all’origine della scrittura usando un linguaggio primordiale, antichissimo. Le teste, forgiate in argilla e con brevi sprazzi di colore, di “Teatrum Mundi” rimandano all’idea del mondo come a una scena sulla quale gli esseri umani sono costretti a interpretare un ruolo assegnato, come nella commedia drammatica di Pedro Calderon De la Barca. I personaggi di Monica Mariniello, al contrario, rivelano e, diciamo, “interpretano” chi sono effettivamente: sulla scena del mondo, la scultrice chiama delle persone fuori dal ruolo, delle anime nude, l’umanità che incontra.
“Tutta l’opera di Monica Mariniello sembra l’espressione di un sogno affascinato dalla forza e dalla fragilità della terra, del ferro, dell’aria, dell’acqua e del fuoco. Da questo fascino per gli elementi, quando il cielo e la terra s’incontrano per la magia del paesaggio e del tempo, nascono questi lavori dove la fotografia, momento rubato, momento fisso, si lascia includere, come inghiottita dalla pietra, materia perenne contro la fluidità del tempo che passa. L’universo di quest’artista apre ad una poesia del fugace, dell’effimero, della metamorfosi. Prende al volo l’immaterialità del tempo, si appropria delle sue tracce, ombre mutanti, riflessi nell’acqua, nuvole, per farne la materia stessa del suo lavoro…..All’apparente durezza, pesantezza, permanenza della pietra e del ferro rispondono la leggerezza, la fragilità, l’evanescenza dell’acqua, delle nuvole e del cielo evocando un’armonia inattesa di una grande bellezza. In modo sorprendente emana da questi materiali primari un’impressione di dolcezza, di calma e di pace. Le sue composizioni seriali, propizie alla contemplazione, invitano alla meditazione e conducono dolcemente a ritrovare nel proprio mondo interiore ricordi onirici di paesaggi passati o immaginari. Inno alla vita, alla sua bellezza, in ciò che ella deve alla natura, forte e fragile, libera e sottomessa, è soprattutto un lavoro di una grande umanità, in quello che possiamo sperare di meglio: la sua sensibilità al mondo”.
Marie Deparis, critica d’arte contemporanea (traduzione dal francese di Monica Mariniello).
Monica Mariniello, nata a Siena, vive e opera a Montreuil, Ile-De-France. Ha studiato Belle arti a Firenze e a Parigi. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero.
Racconta di sé: “Quando ero piccola, ed anche in seguito, ho passato lunghi pomeriggi a girare per la campagna toscana, spesso in siti etruschi. Le tracce delle ruote dei carri inscritte nella pietra delle strade di una città sparita per sempre, i blocchi delle mura esterne, le tombe piene di silenzio e di aria fresca, i piccoli rombi di marmo bianco che corrono lungo un anfiteatro a cielo aperto, tutto questo si è scolpito nella mia memoria, mentre provavo con tutte le mie forze – gli occhi chiusi, accovacciata vicino al suolo – a far rivivere il rumore, i colori, le voci di una città che aveva conosciuto dei sogni di un futuro infinito, delle certezze di un domani uguale a ieri. Io vengo di là ed il mio lavoro si nutre di questo”.

