Home GrossetoAttualità GrossetoPresentato il rapporto Caritas “False partenze”: in aumento i pasti serviti e le nuove povertà

Presentato il rapporto Caritas “False partenze”: in aumento i pasti serviti e le nuove povertà

di Roberto Lottini
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Don Enzo - Monsignor Cetoloni - GrandiSi intitola “False partenze” il rapporto 2014 di Caritas italiana sulla povertà e l’esclusione sociale nel nostro Paese.

Il dossier è stato elaborato sulla base dei dati forniti da 220 Caritas diocesane, che quotidianamente assicurano servizi essenziali a persone in situazione di disagio e rappresentano un punto di osservazione attento e continuato per delineare una tendenza nazionale sul fenomeno crescente delle povertà in Italia. Nel rapporto sono descritti anche i percorsi di presa in carico, i progetti anticrisi e un’analisi particolare sulla condizione di povertà dei genitori separati.

Il titolo del rapporto, “False partenze”, è già da solo indicativo di una situazione che non va migliorando. Anzi, il rapporto offre la fotografia di un Paese che si mostra incapace, o comunque in fortissimo affanno, nel riuscire a ridare futuro alle persone costrette ai margini. Il precedente rapporto, risalente al 2012, era stato intitolato “I ripartenti”, perché, accanto alla situazione di povertà croniche e inedite, sembravano aprirsi possibili percorsi di risalita da situazioni di sofferenza e di disagio. Purtroppo, un anno e mezzo dopo, il rapporto 2014 racconta di un miglioramento che non c’è stato e che quelle che erano state indicate come possibili ripartenze si sono, alla prova dei fatti, dimostrate, appunto, false partenze.

Le partenze, mette in rilievo il dossier, ci sono state ed hanno visto protagonisti i “cervelli in fuga”: secondo Eurostat, infatti, il numero dei laureati italiani che migrano è sette volte più alto rispetto al numero dei laureati stranieri che arrivano nel nostro Paese per lavorare. Ma a dispetto di certe polemiche sugli “stranieri”, in realtà anche gli immigrati stanno lasciando l’Italia: nel 2012 gli stranieri rientrati nella loro nazione di origine o emigrati altrove sono aumentati del 17,9%. In partenza, infine, anche imprese e capitali.

C’è una crisi del nostro modello di welfare, che sta emergendo in tutta la sua evidenza, con un indebolimento che si è manifestato proprio nel momento in cui ci sarebbe stato bisogno di strumenti efficaci e tempestivi di protezione sociale. In questo modo, le Caritas diocesane si ritrovano a dover dare risposte a problemi sempre nuovi e a fenomeni di povertà crescenti ed inedite.

Questa condizione di ‘falsa partenza’ – spiega il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloniprovoca un palpabile senso di incertezza, rabbia e disagio, con un pessimismo generalizzato nei confronti del futuro. La chiesa di Grosseto non mollerà tutte quelle iniziative che possano alleviare un simile stato di difficoltà e, attraverso la Caritas diocesana, darà vita a tutti quelli interventi che possano offrire una speranza alle persone”.

I maremmani hanno nel loro dna la solidarietà nei confronti degli altri, sanno affrontare con entusiasmo e partecipazione le emergenze sociali che colpiscono il nostro territorio, ma devono compiere un salto di qualità per quanto concerne l’accoglienza – dichiara don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana -. Per accompagnare le persone fuori dal tunnel della sofferenza, infatti, c’è la necessità di accoglierle e sostenerle, ma spesso ci facciamo prendere dalla paura, con la conseguenza che ci chiudiamo in noi stessi e rifiutiamo di aiutare concretamente chi ha bisogno”.

La Caritas sta compiendo tutti gli sforzi a livello educativo per dissolvere queste paure, anche perché in città si respira lo stesso clima di 30 anni fa: se negli anni ’80 a mettere paura erano i tossicodipendenti, negli anni ’90 gli albanesi e fino a poco tempo fa i rumeni, adesso c’è un profondo timore verso gli africani – continua don Enzo -. Dobbiamo saper coltivare una vera e propria educazione all’integrazione, dato che la nostra società sta diventando sempre più multietnica e se non esiste contaminazione fra le varie culture non andremo più avanti. A questo proposito, le scuole stanno dando un grande contributo nell’insegnamento di certi valori, ma troppo spesso sono gli adulti a non essere in grado di recepire determinati messaggi”.

Luca Grandi, vicedirettore della Caritas, illustra i dati più allarmanti del dossier “False partenze”:

Alla Caritas si avvicinano sempre più famiglie e padri separati, che rientrano in quella categoria definita dei ‘nuovi poveri’ – spiega Grandi, mentre un numero crescente di neodiplomati sta lasciando il nostro Paese perché non riesce a trovare lavoro. Dal 2008 al 2013, inoltre, è aumentato di oltre 9mila unità il numero di pasti serviti alla mensa della Caritas di Grosseto. Nonostante questa dilagante emergenza sociale, possiamo contare sull’apporto di 40 volontari che instancabilmente si alternano dal lunedì alla domenica per garantire assistenza ai bisognosi, insieme ad 8 ragazzi del servizio civile”.

La Caritas – sottolinea ancora don Enzo Capitaniè scesa in campo anche con il progetto ‘Famiglie per le famiglie’, in cui nuclei familiari si avvicinano a famiglie in difficoltà economiche ed abitative per instaurare con loro relazioni sociali. Spesso, infatti, il bisogno porta ad isolarsi e a provare vergogna e solamente ricostruendo i normali rapporti fra le persone possiamo fare il primo, importante passo per aiutare chi si trova in situazioni di necessità”.

I dati dei centri di ascolto

Grosseto fa parte della rete degli 841 centri di ascolto di 128 Diocesi italiane e gestiti dalle Caritas diocesane e parrocchiali. E’ qui che avviene la presa in carico da parte dei volontari e degli operatori Caritas di tante e differenziate forme di bisogno e di povertà.

Qualche dato riferito al 2013: gli stranieri che si rivolgono ai centri sono stati il 61,8%; gli italiani il 38,2%. A prevalere sono le donne (54,4%) e i disoccupati (61,3%). Il 15,4% sono separati o divorziati.

I problemi più frequenti: povertà economica (il 59% degli utenti). Il fenomeno incide più per gli italiani che per gli stranieri (65,4% contro 55,3%). Poi il lavoro (47,3%) e la casa (16,2%).

Le richieste: il 34% chiede beni e servizi materiali; il 26,8% chiede l’attivazione o il coinvolgimento di soggetti terzi; il 10,3% chiede ai centri di ascolto attività di orientamento a servizi e prestazioni socioassistenziali. Il 10,7% chiede aiuto economico. Un dato significativo, ma non elevatissimo perché, in realtà, nelle Diocesi sono già attive varie misure di sostegno (microcredito, fondi di solidarietà ecc…).

La tendenza: crescono gli italiani in fila ai centri di ascolto e diventano sempre più complessi i casi sociali da gestire.

Genitori separati e povertà

Il rapporto Caritas propone una sintesi della prima indagine nazionale sulla condizione di vita dei genitori separati. La rilevazione è stata effettuata coinvolgendo Caritas diocesane e consultori familiari di ispirazione cristiana. Realizzate 466 interviste a genitori separati. Questi i primi dati empirici:

  • il 46,1% cerca lavoro;
  • cresce la precarietà abitativa: il 19% degli intervistati vive in coabitazione con familiari ed amici; il 5,2% in alloggi impropri; altri in strutture di accoglienza o dormitori;
  • il 66% dichiara di non riuscire più ad acquistare beni di prima necessità (prima della separazione solo il 23,7% degli intervistati). Tra gli utenti Caritas la percentuale sale all’81,7;
  • dopo la separazione aumenta il ricorso a servizi socio-assistenziali del territorio;
  • peggiorano anche le relazioni, soprattutto padri-figli: il 68% dei babbi intervistati riconosce un cambiamento importante dopo la separazione (tra le donne la percentuale cala al 46,3%).

Centro di accoglienza della Caritas diocesana: dati a confronto

Nel 2013

Mese Pranzo Cena Indumenti Docce Intimo Barba Pacchi
Gennaio 1374 721 562 382 317 94 50
Febbraio 1634 876 503 446 349 122 48
Marzo 1836 1058 552 457 340 123 63
Aprile 1520 793 532 431 326 114 51
Maggio 1423 765 519 405 290 144 68
Giugno 1469 829 522 383 286 130 57
Luglio 1583 772 494 366 296 117 62
Agosto 1291 282         39
Settembre 1527 750 501 294 232 98 62
Ottobre 1716 895 592 327 239 121 89
Novembre 1758 968 929 325 259 138 78
Dicembre 1649 977 532 290 249 110 95
TOTALE      28.466   5938 4106 3183 1311 762

Nel 2008

Mese Pranzo Cena Indumenti Docce Intimo Barba  
Gennaio 899 395 378 336 248 104  
Febbraio 1056 537 448 481 348 167  
Marzo 1236 677 448 458 316 156  
Aprile 1351 752 477 425 313 139  
Maggio 1333 757 443 417 313 139  
Giugno 1164 604 391 391 298 159  
Luglio 1163 525 303 312 231 123  
Agosto 808 154 159 167 111 60  
Settembre 829 303 347 244 174 96  
Ottobre 1039 475 508 370 243 144  
Novembre 1088 629 487 346 233 135  
Dicembre 1111 625 408 324 207 142  
TOTALE      19510   4797 4271 3035 1564  

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