Ascom Confcommercio Grosseto fa il punto della situazione sulle sagre nel Comune di Gavorrano:
“A partire dal mese di novembre Confcommercio ha sollecitato l’amministrazione comunale di Gavorrano affinchè provvedesse alla concertazione per il calendario sagre 2014 – si legge in un comunicato dell’associazione –. La stagione 2013 si è conclusa con un centinaio di ‘giorni sagra’, concentrati prevalentemente nel periodo estivo dell’anno, luglio e agosto: un numero insostenibile per il tessuto imprenditoriale locale, bar e ristoranti in primis, che vedono in questi eventi dei competitor ad armi impari”.
“L’amministrazione comunale ha accolto tale richiesta di confronto e si è impegnata su due fronti – continua il comunicato -: il primo riguarda l’apertura di un dialogo con i soggetti organizzatori per la creazione di un calendario 2014 ridimensionato soprattutto nella durata degli eventi. Il secondo riguarda invece l’impegno a redigere un regolamento definitivo in tempi brevi.
Ringraziamo l’Amministrazione per questo impegno assunto pubblicamente e ricordiamo quelle che sono le nostre proposte, volte alla tutela dei pubblici esercizi del territorio e di tutti i posti di lavoro che essi rappresentano, oggi fortemente colpiti dalla crisi in atto”.
“Il primo punto del nuovo regolamento deve riguardare la durata complessiva dei giorni di somministrazione, che non può superare le quattro giornate – spiega la nota di Confcommercio -. Ben vengano iniziative che si prolungano oltre questo limite (iniziative culturali, oppure di intrattenimento e svago), purchè non si faccia somministrazione di cibi e bevande. Questo elemento supera l’impossibilità di distinguere i soggetti organizzatori (elemento erroneamente previsto dal regolamento provinciale, ma ricordiamo che un’amministrazione non può favorire un soggetto rispetto ad un altro), ma al tempo stesso non impedisce l’attività culturale e sociale che molte feste svolgono.
Il secondo punto riguarda il tetto massimo annuale di ‘giorni sagra’. Come già ribadito le attuali cento giornate non sono sostenibili e ne chiediamo pertanto la riduzione ad un massimo di cinquanta.
Il terzo punto riguarda il coinvolgimento di tutto il territorio, dove tali eventi devono operare in sinergia con tutte le attività presenti, rappresentando l’occasione per fare promozione ed attirare nuovi visitatori.
Il quarto punto riguarda i menù, con la somministrazione di prodotti tipici, stagionali e locali, prevedendo solo un paio di alternative (per i bambini oppure per chi eventualmente fosse intollerante a quel prodotto specifico): così si combattono i ristoranti a cielo aperto mascherati da sagra tipica, mentre si favorisce la promozione territoriale”.
“Ascom Confcommercio è da sempre impegnata nella regolamentazione di un comparto che se da un lato genera notevoli fatturati esenti da tassazione, dall’altro rappresenta una forma di concorrenza sleale nei confronti di chi fa ristorazione tutto l’anno, assoggettato a normative sempre più stringenti e costose, al punto che molte aziende si trovano nell’impossibilità di sostenerne i costi – conclude il comunicato -. Auspichiamo un impegno concreto da parte dell’Amministrazione comunale di Gavorrano, con dei risultati tangibili già dal 2014”.

