Il museo della 15^ edizione della “Mostra Scambio auto e moto d’epoca”, in programma il 19 e il 20 gennaio 2013, nel centro fiere del Madonnino di Braccagni, ha in cantiere alcune novità.
Si tratta dell’esposizione delle “zanzare d’epoca” e degli “stesini”, gli storici motorini che hanno fatto sognare e correre i cinquantenni e i sessantenni di oggi.
Con questa iniziativa, il Museo intende proporre ai propri visitatori un amarcord che appassionerà un pubblico vastissimo, diviso tra chi su questi motocicli ci ha viaggiato e chi forse li conosce, ma non ha mai avuto l’opportunità di vederli dal vivo, tutti insieme in una mostra statica affascinante.
“Zanzare” è il nome con il quale venivano chiamate, circa mezzo secolo, le moto da pista da 50 centimetri cubici a causa del rumore del loro motore, simile al sibilo degli insetti. Gli “stesini”, invece, sono i cinquantini con i mezzi manubri che conquistarono gli adolescenti dell’epoca. Entrambi i veicoli stanno rivivendo oggi un appassionato ritorno di fiamma. Tanti piccoli bolidi che hanno segnato il passato sportivo di questa cilindrata, sogno proibito dei quattordicenni del tempo con pochi soldi in tasca e la voglia matta di inforcare il motorino e scorrazzare in compagnia.
L’immaginario percorso del Museo avrà inizio dal leggendario Mosquito, che non era altro che una bicicletta motorizzata, utilizzato dagli organizzatori dell’evento per traghettare i visitatori lungo uno spaio temporale degli anni ’60 e ’70. I modelli esposti saranno i famosi “Corsarini”, il “Motom”,i “Gilerini”, il “Malanca” che con il suo modello “Testa Rossa” primeggiava su tutti. Ed ancora, il tanto desiderato “Caballero”, il “Mondial” e il “Testi”, storici antagonisti del Malanca. Inoltre, non mancheranno i primi scooter che anno segnato un’epoca: la Vespa 50, il “Lambrettino 50”, senza dimenticare quella speciale categoria che era indirizzata per lo più ad un pubblico femminile e che non era oggetto di elaborazioni: l’indimenticabile “Ciao”, il “Garellino” e il “Sì”.
L’idea del nuovo museo, che sarà curato da Roberto Righetti, presidente dell’Anteas di Grosseto e che da anni collabora con Grossetofiere in occasione della “Mostra Scambio”, nasce dal fenomeno che sul finire degli anni 50 assunse in Italia proporzioni uniche.
La mostra vuole ripercorrere i mitici anni 60, non solo con l’esposizione di circa 50 motocicli perfettamente conservati o restaurati, ma anche viaggiando tra moda e tendenze con l’esposizione di oggetti di uno dei più affascinanti periodi della nostra storia: l’epopea dei “cinquantini”. Un periodo che ebbe inizio nel 1959, quando il neonato Codice della Strada ne sanciva l’indubbia convenienza e la semplicità d’uso: niente patente, nessuna assicurazione obbligatoria, costo del bollo irrisorio e bassissimo consumo di carburante.
Inoltre, i nuovi ciclomotori potevano essere guidati liberamente a quattordici anni e non esisteva l’obbligo del casco. Queste nuove disposizioni crearono il presupposto per un successo commerciale senza precedenti in Italia. Basti pensare che già nel 1961 furono poco meno di 100.000 i “motorini” venduti. Numero che raddoppiò nel giro di pochi anni, passando ad oltre 200.000 immatricolazioni nel 1967, per raggiungere la cifra di 400.000 nel 1971.
Per informazioni sulla fiera è possibile contattare la segreteria di Grossetofiere al numero di telefono 0564.418783, al numero di fax 0564.42527 o all’indirizzo e-mail info@grossetofiere.it.
Fonte foto: Wikipedia

