Pubblicato il: 18 Marzo 2013 alle 17:12

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Roccalbegna: lupo ucciso a fucilate ed esposto nella piazza del paese

E’ morto per una fucilata il grande canide, un lupo o un cane, che la notte scorsa è stato ucciso da ignoti a Roccalbegna per essere poi, come sembra, pubblicamente esibito in paese.

I colpevoli dell’atroce atto sono passibili di condanna fino a due anni di carcere in base all’art.544bis del codice penale, che disciplina l’uccisione di animali, ma questo evidentemente non li ha intimoriti.

Ci sembra evidente che i responsabili vadano cercati incrociando due categorie, quella degli allevatori e quella dei cacciatori – dichiara Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto -. Gli esperti dell’Istituto zooprofilattico cercheranno di chiarire se di lupo o cane si tratti e certificheranno le cause del decesso, ma ciò che è certo è che se qualche allevatore pensa di indurre così ad adottare politiche di sterminio si sbaglia di grosso. L’unica conseguenza che potrà ottenere sarà di finire con una condanna penale”.

“Gli allevatori utilizzano il pretesto dell’esasperazione per gli attacchi alle greggi – continua Bottinelli -, ma al di là dell’ovvia condanna morale contro chi alleva animali per ucciderli, è chiaro che la maggioranza degli attacchi sono opera di cani degli allevatori stessi e che le misure di sicurezza adottate per tutelare gli ovini sono assolutamente inadeguate. Non può lamentarsi chi lascia le greggi all’aperto per notti intere senza alcuna difesa, pretendendo poi che siano le istituzioni a farsi carico delle proprie inadempienze, avallando magari stragi incondizionate come propone qualche politico scellerato”.

La pratica dell’allevamento con la sua mattanza di innocenti è uno scempio che una società civile non dovrebbe tollerare – conclude Bottinelli –, ma finché continuerà purtroppo a esistere ciò non significa che in sua difesa si debbano imbracciare addirittura le armi contro predatori che compiono solo quello che detta la loro etologia”.

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