Non si tratta di una semplice casa, composta da alcune camere da letto, una cucina ed un bagno, ma di un’abitazione che abbraccia un intero quartiere e una delle parrocchie più vaste di Grosseto; le quattro mura che delimitano la struttura non sono realizzate solamente con mattoni e cemento, ma anche con l’amore, la generosità e l’altruismo di ogni parrocchiano; la porte che separano ciascun ambiente non chiudono l’ingresso a nessuno, ma sono sempre pronte ad accogliere persone bisognose.
Stiamo parlando della Casa della Carità, che sarà inaugurata domani nella parrocchia di Maria SS Addolorata, nel quartiere di Gorarella, a Grosseto.
La struttura, di 250 metri quadri è costata 350mila euro provenienti interamente da gesti di solidarietà di privati cittadini, offrirà ospitalità temporanea a famiglie in situazioni di disagio abitativo, costrette a vivere in auto o in luoghi di fortuna: per loro è a disposizione un appartamento che può essere abitato da 4 persone. Inoltre, la casa garantirà il pernottamento di persone senza fissa dimora, ai quali sono riservate due camere con quattro posti letto e una cucina. L’abitazione può diventare un appartamento collegandola ad un a delle due camere e costituire così una seconda casa per un’altra famiglia di 4 persone.

Il progetto della Casa della carità è partito nel 2009, grazie all’architetto Sara Lotti e all’ingegner Liciano Lotti, che hanno accettato di ideare la struttura e di seguirne passo per passo lo sviluppo a titolo gratuito.
“L’idea di realizzare la Casa della Carità ha radici che affondano in anni lontani, quando monsignor Giacomo Babini era vescovo di Grosseto – spiega il parroco dell’Addolorata, don Roberto Nelli -. A quel tempo, ero rettore del Seminario e monsignor Babini dichiarò che le dieci parrocchie grossetane potevano contribuire ad aiutare i senzatetto allestendo ognuna all’interno delle proprie strutture due posti letto”.
“Ho accolto questa opinione come una provocazione – continua il parroco – e una volta arrivato in questa parrocchia mi sono reso conto, ascoltando i responsabili e i volontari del nostro Centro d’ascolto, che c’erano molte persone che avevano perso il lavoro e, di conseguenza, anche una casa, perché non riuscivano più a pagare un affitto. E proprio ascoltando quelle testimonianza, mi sono convinto a rispolverare quel mio desiderio di costruire un qualcosa per accogliere le persone bisognose. Nel frattempo, grazie alla nostra cooperativa ‘Il timone’, stiamo offrendo la possibilità a persone disoccupate di svolgere un lavoro dignitoso”.

“Per tutti noi – sottolinea don Roberto – l’inaugurazione della Casa della Carità è davvero un momento di letizia e di profonda gratitudine a Dio: possiamo dire che col suo aiuto e con l’impegno di tanti ce l’abbiamo fatta. Questo sogno è stato condiviso e cullato dall’intera comunità parrocchiale. Ognuno ha collaborato come ha potuto alla sua realizzazione: dalle offerte, alla vendita dell’oro, dall’acquisto dei libri scritti per sostenere il progetto e delle confetture di marmellata realizzate dalle nostre parrocchiane; donando lenzuola, pentole e tutto quanto serve per dare la più degna e calda accoglienza a chi ospiteremo nella Casa. Mettere insieme circa 350mila euro non è stato facile, ma l’impegno ancor più grosso arriva adesso: dovremo essere continuamente pronti ad aprire il nostro cuore per accogliere da fratelli chi busserà alla nostra Casa per trovare riparo e accoglienza”.
Questo il programma della festa di inaugurazione della Casa della Carità:
- ore 10.30: inaugurazione e presentazione alla città della Casa della Carità, alla presenza del vescovo Rodolfo Cetoloni, del sindaco e presidente del Coeso – Società della Salute Emilio Bonifazi e delle principali autorità civili;
- ore 15.30: Via Crucis dei ragazzi della parrocchia, intitolata “Mi prendo cura di te”;
- ore 17.30: “Famiglie disposte a…vivere con le porte aperte”, incontro-testimonianza degli sposi Andrea e Beatrice Bernardini della comunità di famiglie “La collina del barbagianni” di Roma.
Le tappe del progetto per la Casa della Carità:
- 2006: in parrocchia nasce il desiderio di costruire una casa per un’accoglienza temporanea delle famiglie con sfratto e una camera per i senza fissa dimora;
- 2008: a marzo, con la disponibilità dell’architetto Sara Lotti, iniziano gli studi del progetto;
- 2009: a luglio, la parrocchia ottiene dall’Agenzia del Demanio, proprietaria del terreno, l’autorizzazione alla costruzione e il 13 settembre viene benedetta la prima pietra;
- 2010: a maggio arriva dal Comune il permesso per costruire;
- 2011: il 7 luglio si apre il cantiere;
- 2012: i lavori subiscono un periodo di interruzione;
- 2013: riprendono i lavori;
- 2014: a marzo la costruzione della casa è completata e il 5 aprile verrà inaugurata.


