Ambiente

Predazioni in provincia di Grosseto: nel 2020 ridotte del 50% con le misure di prevenzione

Roccalbegna, Manciano, Campagnatico, Scansano e Grosseto i comuni più colpiti nel triennio 2017-2020

Le aziende zootecniche in provincia di Grosseto, che usano correttamente le misure di prevenzione contro le predazioni, hanno ridotto del 50% le perdite del bestiame. Queste, in sintesi, le conclusioni della ricerca presentata ieri sera dall’Istituto di ecologia applicata di Roma, che ha analizzato le predazioni nella nostra provincia nel 2020 in base ai dati raccolti dall’Azienda sanitaria. I dati sono stati presentati attraverso la piattaforma dei grandi carnivori, attiva dal 2018, che dà la possibilità di confrontarsi a tutti i soggetti che hanno a che fare con il lupo.

I dati in nostro possesso sulle predazioni registrate lo scorso anno nella provincia di Grosseto – ha spiegato Francesca Barzagli, presidente di DifesAttiva – dimostrano come i cani da protezione del bestiame e i ricoveri notturni, se utilizzati nella maniera corretta, siano uno strumento efficace per ridurre gli attacchi alle greggi. I dati, però, non sottolineano l’enorme sforzo che gli allevatori mettono in campo per difendersi. Un lavoro che non è scontato, né tanto meno semplice da parte delle aziende zootecniche e che richiede tempo, uno sforzo economico e un grandissimo supporto tecnico. La nostra associazione è formata da allevatori ed è nata proprio con l’intento di valorizzare il lavoro che svolgiamo anche nel cercare di proteggere le nostre greggi e sostenerci con l’uso di strumenti di prevenzione come quelli del progetto Medwolf“.

Sono i numeri a dimostrare i risultati positivi delle misure di prevenzione: se nel 2018 nei 336 attacchi denunciati i capi predati sono stati 955, nel 2020 a fronte di 302 attacchi si è registrata la perdita di 600 capi. “Il numero medio di attacchi è simile – continua Barzagli -, ma diminuisce sensibilmente la quantità di bestiame perso”.

I dati sulle predazioni forniti dalla Asl dimostrano anche come ci siano alcuni Comuni più colpiti di altri che necessitano, quindi, di un maggiore aiuto da parte della Regione. Manciano, Scansano, Campagnatico, Roccalbegna e Grosseto, ad esempio, sono i Comuni in cui si registrano maggiori attacchi nel 2020: una tendenza a subire predazioni che rimane uguale se si analizza il triennio 2017-2020.

Chiediamo alla Regione Toscana di intervenire tramite sostegni partendo dai dati che abbiamo raccolto – conclude Barzagli e stanziando fondi soprattutto per gli allevatori dei territori più colpiti, in modo da permettere alle aziende in crisi di continuare a difendersi e non dover chiudere, facendo scomparire esempi virtuosi e di grande eccellenza del nostro territorio. Alcune zone sono più a rischio di altre solo perché hanno più bestiame ed è su quello che bisogna cominciare a ragionare, utilizzando i dati. Sono tanti, infatti, gli allevatori che con grandissimi sforzi hanno ridotto le predazioni e che adesso devono essere sostenuti dalla Regione con investimenti e risorse che consentano loro di mantenere la sicurezza e tornare a lavorare con serenità. Tutto questo considerando anche che una corretta gestione dei sistemi di prevenzione rappresenta un risparmio notevole dei fondi destinati a risarcire gli allevatori che hanno subito danni”.

DifesAttiva rimane a disposizione di tutti gli allevatori e le aziende zootecniche della provincia di Grosseto che hanno bisogno di informazioni sul percorso da intraprendere per difendersi in maniera “attiva” appunto, utilizzando cani da protezione del bestiame e ricoveri notturni come strumenti di prevenzione.

Per contattare l’associazione è possibile chiamare i numeri 392.6496967 (Francesca) o 347.8454341 (Luisa), oppure visitare il sito www.difesattiva.info o la pagina Facebook.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Back to top button