UIL-PA Polizia Penitenziaria lancia l’allarme: “Chiude il carcere di Grosseto”

Il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Franceso Basentini aderisce alla proposta, del Provveditore Toscana-Umbria dell’Amministrazione Penitenziaria, Fullone, della chiusura dell’istituto penitenziario di Grosseto di via Aurelio Saffi.

Questa è la decisione unilaterale dei vertici ministeriali dettata dalla “antieconomicità” nel tenerlo in funzione. Né da comunicazione il Segretario Generale Provinciale della UIL-PA Polizia Penitenziaria Francesco Sansone. A questa decisione, la Uil-PA Polizia Penitenziaria ha chiesto subito un incontro con l’amministrazione, visto e considerato che vi sono soluzioni alternative alla chiusura, ma non sono state prese in considerazione.

Aggiunge Francesco Sansone: “Il Sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, informato, attraverso una interlocuzione con questa sigla, si è reso disponibile ad fare fronte alla questione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria poiché sembrerebbe essere disponibile un’ex struttura militare, che potrebbe accogliere il nuovo carcere di Grosseto consapevole evidentemente che la chiusura comporterebbe delle ricadute sul territorio in termini di disagio economico e di sicurezza dell’intera collettività ma allo stesso tempo rispecchia interamente le linee di indirizzo per l’edilizia penitenziaria rivendicate proprio dall’attuale Governo e Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. La chiusura del carcere comporterebbe gravi disagi per tutto il personale e le loro famiglie in servizio nella struttura sia essi di Polizia penitenziaria che dipendenti delle funzioni centrali, medici, infermieri ecc”.

Interviene a conclusione sulla questione anche il Segretario Generale Regionale Toscana della UIL-PA Polizia Penitenziaria Eleuterio Grieco: “Con la CC Grosseto, siamo al terzo istituto penitenziario che in regione Toscana chiude i battenti, dopo l’OPG di Montelupo e la CCF di Empoli, per gli stessi motivi, nonostante il sovraffollamento incombe e molti istituti in regione versano d’avvero in condizioni pessime e con le medesime caratteristiche di Grosseto, compreso quelli minorili di Firenze e Pontremoli. Continuiamo a sostenere che il ministero della Giustizia deve affrontare questa situazione dei piccoli istituti in modo trasparente e con una visione generale nazionale della questione”.

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